Il Primo Articolo

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The Crossing Webcomic

Nell’attesa che si riparta con il progetto The Citizens (temporaneamente in stad by in attesa che Erik Hendrix, lo scrittore, si riprenda dai suoi mille impegni e dai piccoli malanni in cui è incappato recentemente), ho ripreso un fumetto che era rimasto nel cassetto nell’ultimo periodo ma a cui sono morbosamente legato.
Si tratta di quel Vanguard di cui era già stata pubblicata qualcosina sullo “Scarabocchio” della Compagnia del Fumetto qualche annetto fa e che adesso si reincarna con un nuovo nome (the Crossing, che è il nome della serie e non del personaggio ;)) e una nuova veste.
Potrete trovare il rinato Wecomic al seguente indirizzo:
http://thecrossingonline.altervista.org/

Ho cominciato mettendo online il numero 0 (ormai vecchio di quasi 4 anni!) e proseguirò nei prossimi giorni con i prosiimi episodi inediti (o quasi completamente ridisegnati).
Commenti e giudizi/critiche sono sempre graditi!

L’uomo d’accaio: la recensione

uomo d'acciaioIeri sera sono andato con la signora [email protected] a vedere il nuovo film su Superman, L’ uomo d’acciaio, che ne dovrebbe riscrivere e correggere il mito per le nuove generazioni. Ero preparato al peggio, alcune voci su internet già preannunciavano il fallimento su tutta la linea della pellicola, e quando mi sono seduto sulla poltroncina della sala nutrivo effettivamente poche speranze.

Mi sono ricreduto alla fine della proiezione? No, per niente.

Cercherò di essere più breve e vago possibile per non incorrere nel rischio spoiler, ma posso tranquillamente affermare che alla fine dei titoli di coda la sensazione che rimane sulla pelle è una spiacevole impressione di incompiutezza. Mancano i personaggi (assolutamente piatti e privi di una qualsiasi personalità), manca la caraterizzazione del protagonista, manca la storia (ci sono dei buchi di sceneggiatura imbarazzanti). Manca il film in pratica.

L’unica cosa presente oltre misura è l’elemento tragedia, il drammone e la pesantezza che tanto piacciono a quell’ala talebana del popolo nerd che pensa che se un film ispirato ai personaggi dei fumetti non è profondamente intriso di cupa tragicità non può essere né maturo né artisticamente di livello. Questa invece è la grande lezione che i Marvel studios hanno elargito da 5 anni a questa parte, sfornando film su film dal tono leggero ma comunque mai bambineschi e sempre fruibilissimi da chi non si è mai avvicinato ad una fumetteria.

Nolan, che tanto era a suo agio con Batman, dimostra evidentemente di essere altrettanto fuori posto su un personaggio solare e positivo come dovrebbe essere Superman.

Mi spiace ma siamo lontani anni luce dalla poesia e dall’incanto del primo Superman di Donner, che davvero era riuscito a farmi credere che un uomo potesse volare quando ero piccolo.

Bocciato.