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L’uomo d’acciaio: la recensione

uomo d'acciaioIeri sera sono andato con la signora [email protected] a vedere il nuovo film su Superman, L’ uomo d’acciaio, che ne dovrebbe riscrivere e correggere il mito per le nuove generazioni. Ero preparato al peggio, alcune voci su internet già preannunciavano il fallimento su tutta la linea della pellicola, e quando mi sono seduto sulla poltroncina della sala nutrivo effettivamente poche speranze.

Mi sono ricreduto alla fine della proiezione? No, per niente.

Cercherò di essere più breve e vago possibile per non incorrere nel rischio spoiler, ma posso tranquillamente affermare che alla fine dei titoli di coda la sensazione che rimane sulla pelle è una spiacevole impressione di incompiutezza. Mancano i personaggi (assolutamente piatti e privi di una qualsiasi personalità), manca la caraterizzazione del protagonista, manca la storia (ci sono dei buchi di sceneggiatura imbarazzanti). Manca il film in pratica.

L’unica cosa presente oltre misura è l’elemento tragedia, il drammone e la pesantezza che tanto piacciono a quell’ala talebana del popolo nerd che pensa che se un film ispirato ai personaggi dei fumetti non è profondamente intriso di cupa tragicità non può essere né maturo né artisticamente di livello. Questa invece è la grande lezione che i Marvel studios hanno elargito da 5 anni a questa parte, sfornando film su film dal tono leggero ma comunque mai bambineschi e sempre fruibilissimi da chi non si è mai avvicinato ad una fumetteria.

Nolan, che tanto era a suo agio con Batman, dimostra evidentemente di essere altrettanto fuori posto su un personaggio solare e positivo come dovrebbe essere Superman.

Mi spiace ma siamo lontani anni luce dalla poesia e dall’incanto del primo Superman di Donner, che davvero era riuscito a farmi credere che un uomo potesse volare quando ero piccolo.

Bocciato.

 

MASK – I cartoni (mica così tanto) dimenticati degli anni 80 [pt.13]

Per la serie “ti piace vincere facile”, il cartone animato degli anni 80 di cui parleremo oggi dimenticato non lo è per niente. Anzi, scommetto proprio che è ancora ben saldo nei cuori di molti di voi che state leggendo (magari anche con un po’ di emozione) questo pezzo. Parlo di M.A.S.K. (acronimo che sta per Mobile Armored Strike Kommand).

Tutto nasce da una linea di giocattoli dal 1985 al 1988 dalla Kenner: le prime due annate avevano come background la storia che conosciamo tutti dal cartone, incentrata sulla lotta fra i  M.A.S.K.ed i V.E.N.O.M. Le successive due annate viravano decisamente come tono ed erano orientate prevalentemente attorno al tema delle corse automobilistiche.

Il cartone fu prodotto nel 1985 dalla DIC e fu lanciato insieme alla omonima linea di giocattoli. Della serie furono prodotte due stagioni per un totale di 75 episodi. Le stagioni erano incentrate sui personaggi delle prime due annate di Action Fogires e vedevano contrapposti i M.A.S.K. contro l’organizzazione terroristica V.E.N.O.M. (Vicious Evil Network of Mayhem).

Questo almeno è quello che dice Wikipedia, sia nella versione italiana che in quella anglofona. Il vostro buon [email protected] può però giurare e spergiurare con la mano sul cuore che esista una versione animata ANCHE della seconda versione, quella automobilistica. Il cartone sono sicuro che fu trasmesso su Odeon TV e su varie emittenti minori ed era appunto incentrato su queste inverosimili gare automobilistiche con macchine truccatissime e piloti con machere stravaganti e dai variegati poteri.

Rimpallo a voi la parola: ricordate anche voi la serie?

Intanto eccovi la sigla che, posso affermare senza tema di smentita, è una delle più belle di sempre.

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A 10 anni dal primo rilancio di He-man (pt 2)

He-Man2002Qualche mese fa avevo scritto un primo post sull’anniversario del rilancio di He-man e dei Masters of the Universe, annunciando pinocchiescamente due post successivi sull’argomento e dandoli in arrivo a breve. Ok, la prima parte era vera e la seconda diversamente vera.

Adesso però eccoci quì con la seconda (di tre) parte dello speciale, incentrata sui cartoni animati del 2002.

La serie fu prodotta dalla Mike Young Productions e trasmessa su Cartoon Network. Ne furono prodotti un totale di 39 episodi distribuiti su due stagioni ed alla stesura dei plot parteciparono anche alcuni degli scrittori della serie classica della Flmation, fra cui Larry DiTillio.

La serie, secondo il sottoscritto, ha anche retto più che dignitosamente il passare del tempo, se non per disegni e animazione quantomeno per la storia, ancora oggi valida.

La trama riprende molti degli aspetti classici della serie Filmation, alcuni fedelmente, altri meno (ad esempio mancano alcuni di quegli aspetti magici e affascinanti come i draghi parlanti o personaggi di spessore come Granamyr).

Un chiaro omaggio al passato è presente nell’opening che, nei primi secondi, riprende direttamente quella Filmatio con il classico “Io sono Adam…”

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Ma Superior Spider-man ti sta davvero piacendo?

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Qualche tempo fa avevo scritto un post di apprezzamento sul lavoro svolto fino a quel momento da Dan Slott sull’ Uomo Ragno. Eravamo alla vigilia di Spider Island e di acqua da allora sotto i ponti ne è passata.

Adesso anche il ragnetto ha subito il suo bel numero di cambiamenti, così giusto per poter entrare di diritto nel turbine di novità portato da Marvel Now. Fu vera gloria?

Il cambiamento più grosso è rappresentato dall’avvicendamento di “proprietario” del corpo di Spider-man che adesso non appartiene più a Peter Parker ma che è invece mosso dalla mente di Dock Ock. O meglio dalla mente di Dock Ock che condivide i ricordi di Peter, e con essi la sua naturale propensione all’agire mosso da un innato senso di responsabilità.

Il risultato è un Uomo Ragno dai modi bruschi e dall’atteggiamento estremamente arrogante.

Questi sono i fatti. Alle conclusioni però giuro che non riesco ad arrivarci.

Di per sé l’idea la trovo deboluccia. Il cliché dello scambio di menti è vecchio ed abusato e, sulla carta, trovo che possa facilmente scivolare nella noia se tirato esageratamente per le lunghe. E l’idea che mi sono fatto è che verrà tirato per le lunghissime, giustappunto per cavalcare l’onda del cambiamento.

Ho la sensazione che sia un’idea un po’ raffazzonata e vagamente preparata in precedenza, sui cui ci si è buttati a capofitto, pompandola e sbandierandola come la trama per cui ci si preparava da mille anni o poco più. Continue reading Ma Superior Spider-man ti sta davvero piacendo?

Pensierini sul nuovo costume di He-man e sulla serie DC

He-Man's New Costume

Ho aspettato di leggere almeno un paio di numeri della nuova serie a fumetti sui Masters of the Universe della DC prima di formulare un giudizio, nella speranza di vedere una luce in fondo al tunnel. Ma, ahimè, quel che vedo all’orizzonte promette soltanto vento e tempesta e quindi vale la pena di fermarci un attimo e di fare il punto della situazione.

L’anno scorso la DC mi ha stupito annunciando una nuova mini a fumetti di He-man e compagnia. La notizia suonava succulenta anche per il nome dello scrittore, quel James Robinson che era riuscito a scrivere cose assai carine sul JSA e soprattutto su Starman.

L’entusiasmo dopo la mini scese non poco…una storia sottile sottile in cui Robinson a presto ceduto il posto ad un apparentemente inconsapevole Giffen. Il tutto condito da personaggi dimenticati per strada, incongruenze ed errori narrativi abbastanza elementari.

Poi la DC mi ristupisce con l’annuncio di una nuova serie sui MotU, facendola addirittura iniziare con il botto reinserendo Adora (e per forza di cose anche She-ra da quì a breve).

Dopo due numeri però le speranze di leggere la serie che ho sempre desiderato rasentano il suolo.

I motivi sono parecchi. Prima di tutto è palese la presenza di un’oscura regia dietro la macchina da scrivere di Giffen, che è evidentemente messo lì a mestierare su indicazioni di qualcun altro (con ogni probabilità proveniente dalle alte sfere della Mattel).

A rendere più pesante il colpo c’è il fatto che in ogni numero leggo fra le righe l’esatto opposto di quello che, per me, era lo spirito originale dei MotU: non c’è sense of wonder. Peggio, viene sbeffeggiato ad ogni numero (leggetevi i commenti di Teela su Mechaneck per capire cosa intendo…).

I personaggi poi sono “sbagliati”. Somigliano vagamente ai MotU ma non sono loro. He-man (la cui identità segreta è il segreto di Pulcinella) è un bamboccio nerboruto lontano anni luce dal condottiero che dovrebbe essere.

Teela è [email protected] tale che, ciao Mattel, hai voglia a scoprirla sempre di più come una passeggiatrice da ora tarda, con un carattere come quello ti resta zitella e ti si ficca in casa a vita. Continue reading Pensierini sul nuovo costume di He-man e sulla serie DC

G.I.Joe – la vendetta e la recensione

G.I.Joe la vendettaI G.I.Joe sono tornati al cinema. Aoh, direte voi, se il primo era una monnezza non da poco, il secondo come minimo sarà il peggior film di sempre. E il rischio in effetti era quello, però si è riusciti a sventarlo. Per poco.

In verità il passaggio dal precedente film è discretamente brusco: i collegamenti sono pochissimi e, quando possibile, vengono pure recisi il più in fretta possibile. Il film quindi lo si può benissimo vedere anche in assenza del primo capitolo, grazie anche al giusto numero di spiegoni strategici.

La storia è piuttosto esilina. Parliamoci chiaro: il ritardo nell’uscita del film nelle sale, giustificato malamente con il dover migliorare il 3D, è semplicemente servito a mettere una pezza su una prima versione del film che avrà fatto rabbrividire anche i parenti degli attori e del regista alla prima visione interna alla produzione. Il tutto si vede, con tanto di buchi narrativi e spiegazioni rapide e fantasiose.

Però qualcosa di buono c’è…i ninja tanto per cominciare. Snake eyes è muto e coperto da una maschera ma, paradossalmente, così come nel fumetto sono proprio queste sue debolezze a conferirgli carisma. Poi ci sono pure un paio di scene d’azione (la sequenza sul costone della montagna prima fra tutte) che non sono malaccio.

Gli attori se la cavicchiano pure loro, in primis Dwayne Johnson (semplicemente perfetto per la parte che interpreta) e Bruce Willis (che quì praticamente interpreta la parodia di se stesso e del rambo in pensione…). Gli altri sono nella media (bonazza di turno compresa…chissà come mai le super marines dell’esercito americano sembrano uscite dai calendari zozzi appesi nei camion dei più beceri camionisti de ‘na volta). Continue reading G.I.Joe – la vendetta e la recensione

Tutte (ma proprio tutte) le sigle di Spider-man – parte I

SPIDER-MANIl buon vecchio Uomo Ragno di quartiere, da bravo personaggio bandiera della Marvel qual’è, nel corso dei decenni ha goduto di un godzilliardo e mezzo di trasposizioni televisive (animate e dal vivo). Alcune di queste, decisamente meglio riuscite, sono state capaci di sopravvivere al logorio del tempo. Altre lo hanno fatto molto meno. Altre ancora sono riuscite a farlo ma non tanto per una questione di qualità quanto per il loro intrinseco squallore che le ha fatte diventare, loro malgrado, chiari esempi di quel trash televisivo che diventa cult.

In questa serie di post vi sollazzerò con tutte (ma giuro davvero tute) le opening, italiane e non, che hanno introdotto le versioni televisive dell’ Uomo Ragno in questi anni. Vi assicuro: non mancheranno sorprese e colpi bassi.

Cominciamo con la prima ed in assoluto più conosciuta opening: la theme song del cartone del 1967 prodotto da Ralph Bakshi, composta da Paul Francis Webster and Robert “Bob” Harris

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Popples – I cartoni dimenticati degli anni 80 [pt.12]

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Dopo una lunga serie di articoli sui cartoni animati degli ann 80 incentratati sui cartoni pensati per i maschietti, in nome della parità e delle quote rosa oggi parliamo di un cartone (e non solo) che molte fra di voi ricorderanno: i Popples.

Si tratta di una serie composta da ben 43 episodi di 30 minuti circa l’uno prodotti dalla DIC sulla scia del successo dell’omonima linea di peluches. La serie andò in onda fra il 1986 ed il1987 e raccontava le avventure di nove popples (creature simili a degli orsetti ma dotati di coda e di orecchie simili a quelle dei Cocker, in grado di estrarre qualunque oggetto dalla tasca che hanno sulla schiena, nella quale possono persino nascondere se stessi appallottolandosi) che vivono segretamente con due fratellini umani Billy e Bonnie Wagner.

Billy e Bonnie pensano di essere gli unici bambini ad avere dei popples, finché non conoscono altri bambini del vicinato con cui vivono altri popples, i popples rock stars e i popples babies.

Gli episodi ruotano intorno ai tentativi dei bambini di nascondere l’esistenza dei popples agli adulti, o di rimettere a posto i disastri che hanno combinato.

Quì di seguito trovate l’intro italiana.

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Recensione Fall of Cybertron Soundwave

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Eccoci con una nuova recensione di AF. Come avevo scritto nel precedente post, TF: the fall of Cybertron si porta dietro come coda tutta una serie di Action figures più o meno liberamente ispirate ad esso, che il vostro buon [email protected] non poteva esimersi dal comprare.

Ovviamente tra questi ci sono i Combacticons (e di conseguenza Bruticus). Prima però di addentrarci nella recensione in 6 parti sul primo combiner che la Hasbro produce da un botto di tempo, mi prendo un secondo per parlarvi di un altro personaggio che nel gioco riveste un ruolo marginale ma che ha una controparte di plastica di tutto rispetto: Fall of Cybertron Soundwave.

Il fidato braccio destro di Megatron aveva già avuto una versione AF nel precedente capitolo (la battaglia di Cybertron) che non brillava particolarmente per bellezza e giocabilità.

In questa nuova incarnazione (che è una deluxe class e quindi di dimensioni superiori alle altre AF) spiccano un paio di caratteristiche che rendono un po’ più tridimensionale ed interessante il buon Memor Soundwave.

Lo sculpt risente di quello che sembra essere un difetto generalizzao nelle AF di the Fall of Cybertron: le esageratamente lunghe braccia ed il conseguente aspetto scimmiesco

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I super-eroi Hanna & Barbera (pt.IV): Shazzan

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Nel 1967 Alex Toth prestò ancora una volta la sua incantata matita alla Hana & Barbera creando i personaggi della serie Shazzan.

Oddio creando…diciamo che più che altro reinterpretò il mito di Aladino e della lampada, inserendo qualche variante e trsportando il tutto ai giorni nostri (anzi, suoi).

Protagonisti del cartone sono due fratelli gemelli, Chuck e sua sorella Nancy, i quali, nel tentativo di ripararsi da un improvviso temporale, si rifugiano in una grotta nella quale sono nascosti favolosi tesori. Fra i mille tesori nascosti nella cava due anelli in particolare attirarono l’attenzione dei fratelli. I due anelli erano infatti le due parti di un unico, particolare, amuleto: congiungendo i due anelli compare un gigantesco genio che di volta in volta li aiuterà a combattere contro il malvagio di turno. I due amuleti trasportano i gemelli in un mondo magico nel quale saranno bloccati finchè non saranno riusciti a restituire gli anelli ai legittimi proprietari.

La serie fu trasmessa dalla CBS e ne furono prodotte 2 serie per un totale di 36 episodi.

In Ialia mi risulta che furono tutti trasmessi negli anni 80 da svariate emittenti locali.

Giusto per farvi leccare un po’ i baffi quì in basso trovate l’opening…

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