Category Archives: Anime e manga

L’ anime di Zetman episodi 1-5: cosa te ne pare

Zetman anime

Pur se con un pizzico di titubanza alla fine mi sono lanciato e mi sono guardato i pimi 5 episodi dell’ anime di Zetman.

Tratto dall’omonimo anime di Masakazu Katsura, l’anime è prodotto da una serie di nomi interessanti. Ad esempio il regista  è Osamu Nabeshima (Saint Seiya: The Lost Canvas -serie di cui ho avuto modo di scrivere e che ho apprezzato parecchio), lo sceneggiatore è Atsuhiro Tomioka (Samurai 7, Fairy Tail, Berserk),  ed il character design è ad opera di Hirotoshi Takaya (Yu-Gi-Oh! Zexal, Eyeshield 21).

Per quello che si può dire dopo solo cinque puntate, la serie non è male.

Anzi, forse sotto alcui punti di vista è meglio del manga…

Mi immagino le vostre facce…bestemmione…come può essere meglio del manga…’a W@lly non ne capisci niente…

Datemi fiducia e vi motiverò tutto.

Andiamo con ordine però. Sotto il punto di vista tecnico nulla da eccepire. Ottimo il character design e la regia riesce ad essere frenetica senza perdere (quasi) mai di comprensibilità.

Le musiche sono buone e contribuiscono alla resa dell’atmosfera. Continue reading L’ anime di Zetman episodi 1-5: cosa te ne pare

Seint Seiya Lost Canvas stagioni 1 e 2…e la stagione 3?

saint seiya lost canvasHo finito di vedermi le due stagioni di OAV tratto dal manga Seint Seiya Lost Canvas.

Il giudizio a caldo è che non speravo venisse fuori un prodotto così buono!

Oltre alle questioni tecniche, che liquido in due parole dicendo semplicemente che l’animazione rimane di altissimo livello per tutti i 26 episodi con soltanto alcune impercettibili cadute di tono negli ultimi due OAV, ciò che è veramente riuscita in questa trasposizione è la serializzazione.

Mai un episodio noioso o di passaggio con un ritmo di narrazione che rimane sempre sostenuto.

Oltre a questo c’è di buono che, così come nel manga Tenma (il raccomandato portatore dell’armatura di Pegasus di questo giro) non è l’unico protagonista.

Le vicende sono invece corali ed incentrate sulle azioni dei cavalieri d’ oro al servizio di Atena, tutti ben caratterizzati e tutti protagonisti di un loro momento di gloria personale (che poi è quasi sempre il loro ultimo momento di vita…). Continue reading Seint Seiya Lost Canvas stagioni 1 e 2…e la stagione 3?

Saint Seiya Myth Cloth EX: la bava aumenta

saint seiya myth cloth ex geminiCon il nome Saint Seiya Myth Cloth EX si intende la nuova linea di Mith cloth che la Bandai ha esplicitamente creato per distruggere le mie finanze.

Per chi non lo sapesse i Mith Cloth sono dei modellini (chiamarli in qualsiasi altro modo -a parte forse opere d’arte- è riduttivo) in plastica e (tanto) metallo dei cavalieri dello zodiaco che la Bandai produce dal 2003 circa.

La caratteristica della linea è l’estrema cura per la realizzazione -che è andata empre crescendo nel procedere delle uscite- che, inevitabilmente si ripercuote sul costo finale.

Questa nuova linea rappresenta in pratica rappresenta un reboot (daje) e promette un livello di realismo e di meticolosità nella realizzazione mai raggiunti prima.

Ed in effetti sembra che a promessa sia stata mantenuta, basta dare un’occhiata alla foto comparativa di Gemini quì in basso (l’EX è quello al centro).

saint seiya myth cloth ex gemini comparazione

I modellinin sono più alti e slanciati e lo sculpt dei visi, così come il colore dei riflessi sull’armatura è molto fedele all’immagine cassica dell’anime. Per darvi un’idea anche le armature ed i mantelli (!) sono articolati! Continue reading Saint Seiya Myth Cloth EX: la bava aumenta

Saint Seiya Omega ep. 2 e 3 + Saint Seiya Lost Canvas ep. 1 e 2

SAint Seiya lost canvas

Pensavo di buttare giu due righe sui nuovi numeri 1 delle testate DC targate Lion, ma non avendo acora letto niente di queste italiche edizioni rimando il tutto alle recensioni singole per testate che arriveranno ei prossimi giorni.

Oggi invece spendo due parole sui nuovi episodi di Saint Seiya Omega che ho visto (2 e 3) e sui primi due episodi dell’anime di Saint Seiya -Lost Canvas.

Comincio dal primo dicendo che dopo un inizio che non mi era dispiaciuto per niente siamo sprofondati nel nulla più oscuro.

Riassumendo (occhio allo spoilerone) Atena è stata rapita alla fine del primo episodio e cosa fa Kouga, il nostro protagonista di Pegasus vestito? Una beneamata cippa.

Se ne va in giro e broccola con la nuova saint dell’acquila senza scomporsi più di tanto al pensiero che la dea -che sulla carta dovrebbe proteggere- sia stata rapita da un’altra divinità mossa da evidenti motivazioni sinistre.

Mah! Oh sia chiaro, mica è il nostro Kouga ad essere un’irresponsabile…TUTTI i saint ed i loro allenatori (sembra uscita dai Pokemon ‘sta cosa) non smuovono un dito.

Molto bene, chiudiamo la questione sperando nei prossimi episodi e passiamo oltre.

Apprendendo della conclusione del manga di Saint Seiya- Lost Canvas mi sono messo a guardare gli anime che da tanto tempo erano lì belli tranquilli nel mio lettore digitale.

Del manga -di cui ho letto giusto un paio di volumetti- ho un buon ricordo e quindi mi lancio fiducioso alla visione.

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High School of the Dead: quando i cervelli morti sono quelli degli sceneggiatori

 Ahimè, la noia è il peggiore dei mali. Lo diceva anche Yoda che è la strada che porta al lato oscuro.

Così, nel vano tentativo di combatterla mi sono messo a guardare questo High School of the Dead.

Il tema Zombiesco mi ha sempre attirato e nel leggere il titolo ho in cuor mio sperato in una bella serie tutta splatter e horror degna di una mente malata giapponese.

Grave errore.

O meglio le menti malate dietro all’anime (e al manga, su cui però non mi esprimo visto che non l’ho letto) ci sono, ma le loro deviazioni sono altre.

L’anime infatti più che un sano horror è un ecchi, parola la cui traduzione è più o meno “lascivo”, il chè vi fa capire qual’è il genere dell’anime.

Dietro il pretesto di un’invasione mondiale di zombie si nascondono una imbarazzante mancanza di idee condita con personaggi stereotipati ed incapaci di una qualsiasi evoluzione.

E vabbè fino a li…

Ma il vero motore che fa muovere il cartone sono le provocanti pulzelle che, per un motivo o per un altro, vanno in giro perennemente seminude e con mammellone che neanche quelle della Lola o sederi scoperti.

Anzi a dirla tutta ci sono intere puntate dove ogni inquadratura è un pretesto per mostrare tettone o sederi in grado di sfidare ogni legge dell’anatomia umana.

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Saint Seiya Omega episodio 1: pensavo peggio

Questa mattina in preda alla noia della nullafacienza mi sono spinto verso lidi impensati. Ho visto la prima puntata di Saint Seiya Omega.

“Ce l’hai sul tuo bel lettore multimediale, tanto vale farlo adesso e toglierti il pensiero” mi sono detto.

Il mio approccio è stato molto diffidente viste le tante stroncature che ho letto in giro da parte di fan accaniti dei cavalieri dello zodiaco e da parte di voci autorevoli di cui in genere mi fido ciecamente.

La prima cosa che mi salta subito all’occhio dopo aver premuto play è che, nonostante si cerchi di mantenere una certa continuità con le precedenti produzioni, il magico tocco di Shingo Araki ormai non c’è più.

E si vede.

Il nuovo design strizza l’occhio alle nuove generazioni con uno stile bamboleggiante tutto occhioni e fisicità sinuose.
Non dico che la cosa sia di per se un male ma la differenza si vede.

La seconda cosa evidente è che dobbiamo dire addio ai cloth elaborati che si riconpomgono in meticolosi avatar della costellazione che rappresentano.
Queste nuove armature sembrano più delle tutine e vengono fuori da dei diademi che i giovani Saint portano al collo anziché dalle voluminose custodie cubiche dei bei tempi.
La cosa sinceramente non mi entusiasma più di tanto e trovo che rubi un po’ di magia alle vesti dei guerrieri di Atena.
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