Category Archives: Nerd is cool!

Le 5 più belle serie cinematografiche degli anni 80

Avevo promesso di parlare delle più belle serie cinematografiche già un po’ di tempo fa ed eccomi qui ad onorare i miei impegni!

Ovviamente anche in questa sono è da fare una precisazione: ho scritto le serie più belle degli anni 80 m ainevitabilmente c’è da agiungere alla fine un “più o meno” perchè un film della serie è stato prodotto nel decennio precedente o successivo.

Rimane clamorosamente fuori dalla graduatoria Star Wars che ha solo un film su sei prdotto negli anni 80.

Siamo pronti? Cominciamo!

5° Karate Kid

Quello vero, mica il figlio di Will Smith addestrato da Jackie Chan. Quello che mette la cera e che toglie la cera, quello che al ragazzo dal kimono d’oro gli avrebbe fatto il sedere come un codice a barre.

Tutti ci siamo messi almeno una volta nella posizione dell’airone.

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A W@lly piace: Transformers Prime

Oggi vi parlo di Transformers Prime, una serie televisiva molto ma molto carina che mi sembra sia passata un po’ troppo sotto silenzio quì in Italia.

La serie è l’ennesimo reboot della continuity dei robottoni di Cybertron. Dopo gli anni oscuri di produzioni, tutte terrificanti, made in jappolandia e dopo il carinissimo interludio id TF animated con le versioni deformed dei robottoni, questa volta si passa ad una produzione in CGI, nata da un’ipotetica fusione di elementi della G1 e dei film, con una spruzzatina di echi dall’animated stessa (da cui derivano alcuni character ed alcuni caratteri di design).

La serie nasce con una miniserie di 5 episodi (intitolata Darkness rising) a cui segue la prima stagione vera e propria. Non sto quì a spoilerarvi gli eventi della serie, anche perchè qualsiasi fan della G1 può sospettare quale sia la conclusione della stagione (i cui semi erano già stati lanciati nella miniserie iniziale) con un colpo di scena finale davvero interessante che apre le porte alla seconda stagione, guarda caso, già anunciata dalla Hasbro.

Elementi che mi hanno particolarmente convinto, oltre alle sceneggiature – tutte godibili e con rarissimi abbassamenti qualitativi – sono il mecha design (bello ma mai eccessivamente coplesso da rendere incomprensibili le scene d’azione) e la regia sempre parecchio ritmata ed efficace.

Se vi siete persi questa serie vi consiglio di provare a cercarla e darci un’occhiata: potreste rimanere piacevolmente sorpresi. Così per incitarvi un po’ vi metto pure la bellissima opening. Enjoy!

Transformers 4 si farà (e se lo dice Michael Bay…)

Ormai è una realtà: Transformers 4 verrà prodotto ed uscirà nelle sale nel 2014. In uno slancio di coerenza lo ha annunciato lo stesso Michael Bay (che invece in passato aveva spergiurato che la sua opera con i TF fosse finita con il terzo film della serie).

Questo quarto capitolo dovrebbe essere una specie di reboot a metà, visto che non ci sarà un vero e proprio restart della storia, ma avrà inizio un nuovo story-arc, verosimilmente con un cast di robot fortemente rinnovato (e ti credo, nel terzo sono morti praticamente tutti) pur con la presenza di Optimus Prime e di Bumblebee (che è un po’ la mascotte della serie) ed un cast umamo totalmente diverso dai precedenti.

Bay (si, sempre lui) ha però detto che, nell’attesa che venga stesa una sceneggiatura, finirà di dedicarsi ad altri progetti per poi rimettere la mano sui robottoni macina-soldi della Hasbro.

Eh bè sarà dura scrivere una storia profonda che porti qualcosa di nuovo alle psicologie dei personaggi dopo quei tre gioiellini di introspezione che sono stati i primi tre film.

Come la signora W@lly fa giustamente notare fino ad ora abbiamo visto solo tre blocchi da due ore e rotte ciascuno di fischiabbotti fatti per mostrare (in modo per altro abbastanza incomprensibile) robottoni che si legnano.

Sinceramente l’idea di un reboot totale, magari affidato a mani diverse, non mi sarebbe dispiaciuto affatto.

Soprattutto perchè, devo confessarlo, una cosa non perdono ancora a questi film: il design dei robot! Continue reading Transformers 4 si farà (e se lo dice Michael Bay…)

I 5 film più belli degli anni 80

Premessa numero 1: questi sono i film più belli degli anni 80 secondo me. Magari fra 5 minuti ci ripenso e me ne vengono in mente altri ma il fatto è che è impossibile fare una graduatoria del genere su qualsiasi decennio.

Ragion per cui in questa classifica si troveranno per lo più film fantascentifici e/o comunque abbastanza ca%%oni.

In quel decennio sembra ci sia stata un’esplosione di fantasia e, complice un’industria degli effetti speciali quantomai in forma, sono state sfornate decine e decine di pellicole che non possono non essere rimaste nel cuore di ogni bravo ned che si rispetti.

Ovviamente siete liberi di dire la vostra e di proporre la vostra personale graduatoria!

Premessa numero 2: visto che Spielberg avrebbe spadroneggiato alla grande ho deciso di limitare la sua presenza ad un unico film.

Ok, allora comnciamo!

 

5° Beverly Hills Cop

 

Venitemi a dire che non è un classico avanti! A dirla tutta l’ho pure visto da poco per la prima volta (per qualche strana ragione questo fenomeno pradosso mi si presenta con tanti film di Eddie Murphy, tipo una poltrona per due). Anche per il principe nero della risata si sarebbe posto il problema doppioni (no dico, vogliamo tenere fuori dalla graduatoria film come “il principe cerca moglie” o “il bambino d’oro”?) per cui ho scelto questo come più rappresentativo di quegli anni, giusto per una questione di notorietà. Continue reading I 5 film più belli degli anni 80

A W@lly piace: L’alba del Pianeta delle Scimmie

Domenica pomeriggio: il momento ideale per W@lly e la sua signora per mettersi comodi sul divano a vedersi un film.

Questa settimana è toccato a L’alba del Pianeta delle Scimmie (2011, regia di Rupert Wyatt).

Devo dire di essermi avvicinato con un po’ di diffidenza alla pellicola: già dieci anni fa la delusione fu grande nel vedere il remake di Tim Burton dell’inarrivabile originale. Nonostante la potenza visiva il film si arenava presto contro una trama non molto organica, una serie di paradossi spazio-temporali non molto chiari ed un finale a sorpresa francamene deludente.

La trama de L’Alba del Pianeta delle Scimmie è sostanzialmente slegata sia dalla serie originale che dal remake di Burton, se non per qualche citazione che strizza l’occhio ai fan ‘storici’. Vagamente ispirato al quarto capitolo della serie storica, 1999 – Conquista della terra, il plot vede uno scimpanzé evoluto di nome Cesare organizzare una rivolta di suoi simili contro gli umani.

Le strizzatine all’originale però ci sono e sono parecchie e lasciano intendere una qualche similitudine  nella trama e nell’evoluzione del plot con i fatti del film el 68.

Quel che però rende interessante il film è una nuova vena animalista che lo allontana sotto molti aspetti dai predecessori. Continue reading A W@lly piace: L’alba del Pianeta delle Scimmie

La fine di IRREDEEMABLE ed INCORRUPTIBLE

Tutte le cose buone devono finire. A riprova di questo antico adagio arriva da newsarama la notizia che Mark Waid ha deciso a porre la parola fine sulla saga di Irredimibile ed Incorruttibile.

Ci sta, diciamocelo chiaramente. Anzi sarebbe diventato davvero fastidioso se queste due serie si fossero stirate all’infinito, però fa sempre una certa impressione quando la fine ha una data d’uscita ormai ben definita.

Così è e ne prendiamo atto e gli ultimi story-arc saranno pubblicati su Irredeemable #34-#37 e Incorruptible #27-#30.

Adesso una considerazione. Queste due serie sono bellissime. Queste due serie sono acnche tradotte e pubblicate in Italia. Queste due serie in Italia vendono una miseria.

Mi sembra proprio un’ingiustizia, sia per la qualità dell’opera sia per la qualità del lavoro svolto dalla Italy Comics nel portarlo in Italia. Già perchè i ragazzi della IC, così tanto vituperati e snobbati, ce la mettono tutta (a mio modo di vedere) producendo gli albetti spillati di ottima fattura (che penso siano il modo migliore per un piccolissimo editore per proporre questo genere di materiale) e, a distanza di tempo, volumi brossurati assolutamente meritevoli, andandoci sempre in perdita.

Scusate se è poco, ma a casa mia chi continua un’operazione del genere mettendo sempre mano al portafogli lo fa o per stupidità o per amore verso quello che fa e, conoscendo Paolo Accolti Gil, penso proprio che ci si trovi di fronte alla seconda opzione.

Quindi, visto che le serie sono delle maxiserie di 37 e 30 fatevi un regalo e fatelo anche a chi nel fumetto ci crede a discapito delle proprie tasche, comprando l’edizione italiana, in qualsiasi versione preferiate.

E siccome alla IC sono come i pusher, la prima dose ve la danno gratis facendovi leggere online il primo numero di Irredimibile (lo trovate quì in basso e questo è l’indirizzo della pagina Facebook in cui commentarlo). Enjoy!

I Masters of the Universe di Alfredo Alcala

Lo so, lo so, ieri è saltato l’appuntamento con le sigle misconosciute de cartoni degli anni ’80. Abbiate pazienza, il vostro W@lly è stato tutto il giorno fuori alla ricerca della sua nuova auto cercando con certosina cura di fare una scelta che gli permetta di risparmiare qualche eurozzo in brnzina. Recuperiamo lunedì prossimo con un puntatone doppio. Giuro!

Oggi invece ci intratteniamo con un autore che tutti volenti o nolenti abbiamo incrociato ma che pochi conoscono e del suo rapporto con i Masters of the universe: Alfredo Alcala.

I mini comics allegati ai Msterds of the universe negli anni 80 sono stati spesso trampolino di lancio di autori che in futuro avrebbero lasciato un segno indelebile nel mondo dei comics. In altre occasioni sono stati impreziositi dalla firma di autori già famosi e affermati che hanno prestato la loro arte a queste piccole opere.

Lo scopo originale dei minicomics era quello di legare con un background comune i vari personaggi rappresentati dalle action figures.

La prima wave di 4 minicomics è, appunto, opera di Alfredo alcala, autore che ha legato il uo nome alla Marvel e alla DC negli anni 70, lasciando un segno soprattuto su Conan.

Mi sarebbe piaciuto postare i minicomics direttamente sul blog, ma tassative restrizioni da parte dei possessori del copyrught me lo vietano, potete comunque leggerli online sul sito he-man.org Continue reading I Masters of the Universe di Alfredo Alcala

Il finale di Smallville

Io e la signora W@lly questo pomeriggio abbiamo visto l’ultima puntata della 10 stagione di Smallville, quella che conclude anche la serie.

Lo so, ad arrivare fino alla fine dell’ultima stagione avendo visto tutte, ma proprio tutte, le puntate siamo o estremamente stupidi o estremamente perseveranti. Nonostante fossimo lì lì per abbandonare tutto in più di un’occasione nauseati nel vedere episodi su episodi tutti sempre uguali a se stessi con mutati da kryptonite a più non posso, abbiamo tenuto duro e, almeno, alla fine siamo stati ripagati da qualche stagione che poi, tutto sommato, così malaccio non erano.

Intendiamoci niente di speciale eh, però in ogni stagione c’era qualche puntata in grado di strappare qualche compiaciuto commentino o sorrisetto a chi ha un po’ di dimistichezza con l’universo DC (se poi si va a ben vedere quelle puntate erano quasi sempre scritte da Geoff Johns). Continue reading Il finale di Smallville

Tributo a MARVEL SUPER-HEROES

Ci sono cresciuto e ancora ora ne sono innamoratissimo. Parlo dei cartoni animati (molto cartoni e poco animati) della Mrvel prodotti negli anni 60 e trasmessi nella trasmissione The Marvel Superheroes.

Si, proprio quelli fatti muovendo la bocca ai disegni di Jack Kirby. Proprio quelli che ti hanno fatto conoscere per la prima volta Capitan America e i Vendicatori.

La prima versione animata dei più famosi personaggi Marvel (o quasi) ha lasciato un segno nei cuori di tanti appassionati ormai non più di primo pelo. Ancor oggi riguardando quegli ingenui e paricolarmente rozzi cartoni animato non riesco a trattenere un frenito di felicità ed un piccolo sorrisino che inevitabilmente fa capolino sul mio viso.

Oggi per celebrarli condivido con voi tutte le sigle di quei tempi (e vince una menzione chi riesce ad azzeccare dove alcune cmpaiono nei film dei Marvel Studios sui personaggi della famiglia dei Vendicatori)

I 5 più grandi flop nella storia delle console

State tranquilli, il buon W@lly è torntato! Cominciamo il nuovo anno blogghetro con un post con un retrogusto malinconico: oggi parliamo delle consolle che sono state nella migliore delle ipotesi un colossale flop.

Cominciamo la rassegna della vergogna, allora

5°-Atari Lynx

Il Lynx è una console portatile a colori sviluppata da Atari nel 1989 e diretta concorrente del Game Boy, una console portatile monocromatica sviluppata da Nintendo nello stesso anno.

Il Lynx fu una console molto innovativa quando venne presentata; è stata la prima con display a colori retro illuminato, supportava il gioco in rete (fino a 17 giocatori utilizzando il ComLynx), gestiva la distorsione e lo zoom in hardware, oltre a essere la prima console a permettere la generazione della grafica 3D con un limitato utilizzo della CPU.

Il Lynx non riuscì però a imporsi sul mercato, fondamentamentalmente per le enormi dimensioni, per il consumo delle batterie (6 stilo che duravano il tempo di uno starnuto) e per l’imbarazzante scarsità di giochi. L’atari ci ha riprovato nel 1991 presentando il Lynx II che ha comunque subito lo stesso infame destino.

Eccovi un paio di pubblicità di quegli ingenui anni…


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