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A 10 anni dal primo rilancio di He-man (pt 2)

He-Man2002Qualche mese fa avevo scritto un primo post sull’anniversario del rilancio di He-man e dei Masters of the Universe, annunciando pinocchiescamente due post successivi sull’argomento e dandoli in arrivo a breve. Ok, la prima parte era vera e la seconda diversamente vera.

Adesso però eccoci quì con la seconda (di tre) parte dello speciale, incentrata sui cartoni animati del 2002.

La serie fu prodotta dalla Mike Young Productions e trasmessa su Cartoon Network. Ne furono prodotti un totale di 39 episodi distribuiti su due stagioni ed alla stesura dei plot parteciparono anche alcuni degli scrittori della serie classica della Flmation, fra cui Larry DiTillio.

La serie, secondo il sottoscritto, ha anche retto più che dignitosamente il passare del tempo, se non per disegni e animazione quantomeno per la storia, ancora oggi valida.

La trama riprende molti degli aspetti classici della serie Filmation, alcuni fedelmente, altri meno (ad esempio mancano alcuni di quegli aspetti magici e affascinanti come i draghi parlanti o personaggi di spessore come Granamyr).

Un chiaro omaggio al passato è presente nell’opening che, nei primi secondi, riprende direttamente quella Filmatio con il classico “Io sono Adam…”

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Tutte (ma proprio tutte) le sigle di Spider-man – parte I

SPIDER-MANIl buon vecchio Uomo Ragno di quartiere, da bravo personaggio bandiera della Marvel qual’è, nel corso dei decenni ha goduto di un godzilliardo e mezzo di trasposizioni televisive (animate e dal vivo). Alcune di queste, decisamente meglio riuscite, sono state capaci di sopravvivere al logorio del tempo. Altre lo hanno fatto molto meno. Altre ancora sono riuscite a farlo ma non tanto per una questione di qualità quanto per il loro intrinseco squallore che le ha fatte diventare, loro malgrado, chiari esempi di quel trash televisivo che diventa cult.

In questa serie di post vi sollazzerò con tutte (ma giuro davvero tute) le opening, italiane e non, che hanno introdotto le versioni televisive dell’ Uomo Ragno in questi anni. Vi assicuro: non mancheranno sorprese e colpi bassi.

Cominciamo con la prima ed in assoluto più conosciuta opening: la theme song del cartone del 1967 prodotto da Ralph Bakshi, composta da Paul Francis Webster and Robert “Bob” Harris

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Blackstar – I cartoni dimenticati degli anni 80 [pt.11]

Per la serie “ti piace vincere facile” oggi parliamo di un cartone animato che non è un granchè conosciuto, ma che ha lasciato un segno importante negli anni 80, soprattutto per quanto riguarda la sua “discendenza”. Si tratta di Blackstar, cartone prodotto dalla Filmation di Lou Scheimer.

Il cartone fu prodotto nel 1981 da Lou Scheimer and Norm Prescott e la leggenda narra che fosse liberamente ispirato a  Thundarr the Barbarian (su ui prima o poi scriverò un post).

Il protagonista, John Blackstar è un astronauta proveniente da una futura versione della terra che per vicissitudine varie si è trovato proiettato, attraversando un buco nero, su Sagar, un mondo dominato dalla magia.

Quì trova dei validi alleati nei Trobbits (i sette nani, ma più fastidiosi), in Klone (un mutaforme simile ad un elfo che oltre a cambiare forma ha il potere speciale di ster sulle palle alla gente così, naturalmente), il dragone Warlock e Mara l’incantatrice, quella che pensi prima o poi potrebbe anche dargliela ma tanto lo sai che non accadrà mai.

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Il nuovo trailer di Iron man 3 e…l’Iron corps?

231012_iron_man_3_trailer_tOlè è fatta, è uscito il nuovo trailer di Iron man 3. Bello, ovviamente, con un paio di note  margine e qualche dettaglio in più che viene fuori sulla possibile storia.

Sembra confermata la presenza nella storia di Extremis con tanto di armatura che si “forma” o meglio si assembla attorno a Tony Stark, così come un ruolo importante di Pepper Potts nell’economia della storia.

Del già confermato Mandarino non emergono grossi dettagli anche se si conferma essere discretamente pezzente con gli occhialoni da dittatore medio-orientale.

Iron Patriot, con buona pace di tutti non sarà nè Norman Osborn nè personaggi di quel taglio.

Infine la cosa interessante è l’assemblea di gente in armatura pronta a dare man forte al nostro armato eroe (no nessun corps come millanta qualcuno) e l’armaturona finale su cui, in verità ben poco si capisce.

Ho letto tanto di quelle ca%%ate (su Newsarama) sulle interpretaione di quelle immagini ma la verità è che quella non può essere definita sul serio come un’armatura da Hulkbuster. Magari lo è ma semplicemente non lo si accenna neanche da nessuna parte.

Il Trailer lo trovate quì in basso!

A 10 anni dal primo rilancio di He-man (pt 1)

he-man-masters-of-the-universeRidendo e scherzando sono già passati 10 anni dal rilancio di He-man e compagnia bella.

Era il 2002 quando il cuore di tutti i MotU fan si riempì di gioia nel vedere tornare sugli scaffali dei negozi di giocattoli i propri beiamini. La gioia, ahimè non fu duratura e la nuova vita del biondo eroe di Eternia fu in verità parecchio breve. E travagliata aggiungerei. Le cause che portarono alla prematura (ri)dipartita dei Masters of the Universe furono parecchie, ma comunque bene o male tutte sintetizzabili in una parola: Mattel.

Quel rilancio non fu però del tutto infruttuoso e ha lasciato dei bei ricordi e dei pregevoli ometti di plastica da collezione. Proviamo a valutare tutti gli aspetti di questo tentativo (non del tutto) fallito di far tornare i MotU ad invadere i media in questa serie di post.

Le Action Figures

Al centro del rilancio ovviamente stavano i giocattoli. Per l’occasione il redesign della linea fu data in mano ai Four Horsemen.

Mica cotica…

Forti dell’esperienza alla McFarlane Toys i ragazzi si lanciarono i un redesign che puntasse all’estremizzazione ed alla modernizzazione del look classico. I risultati furono da un punto di vista estetico sbalorditivi, con un livello di dettaglio ed una cura nello sculpt decisamente sopra la media. Figli di quell’esperienza furono, ad esempio, un He-man decisamente figo con un look misto cuoio/metallo (e un’inspiegabile gobba che un po’ ridicolizzava la figura…) Continue reading A 10 anni dal primo rilancio di He-man (pt 1)

Dino Riders – I cartoni dimenticati degli anni 80 [pt.9]

dino riders

Nuovo appuntamento con i cartoni animati degli anni 80 che hanno goduto di pochi episodi e ritrasmissioni nel corso degli anni ma che, spesso grazie ad un’azzeccata linea di giocattoli, si sono conquistati uno spazio bello grosso nel cuore dei bambini dell’epoca.

Oggi ci spostiamo nel 1988 e parliamo dei Dino Riders.

Il cartone, di cui furono prodotti soltatnto 14 episodi, racconta le vicissitudini della guerra fra i Valorian -popolazione pacifica che usa i propri poteri telepatici per un vita in armonia- e i mostruosi (vuoi o non vuoi i cattivi sono sempre mostruosi) Rulon, che invece usano i poteri della mente per soggiogare e piegare ai propri voleri le altre forme di vita.

Due gruppi appartenenti alle diverse fazioni si ritrovano scaraventati sulla terra nell’epoca preistorica: utilizzando i propri poteri entrambi sfrutteranno i possenti dinosauri del periodo per combattere la propria guerra. I Rulon però non si faranno scrupoli a “schiavizzare” i giganteschi rettili usando dei caschi che determinano su di loro un condizionamento mentale. I Valorian invece usano la telepatia per instaurare un rapporto di fiducia con i “loro” dinosauri traformandoli un po’ in animaletti domestici.

Come sempre il vostro buon [email protected] è prpnto a regalarvi l’opening italiana.

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Frankenweenie: a volte ritornano (nel senso che fanno un remake…)

frankenweenieGiusto ieri vi parlavo di Ribelle e vi avevo lasciato promettendovi di continuare il discorso ma spostando l’obiettivo su un altro film made in Disney. Si tratta di Frankenweenie.

Cos’è che rende così particolarmente appetibile questa pellicola?

Innanzitutto il nome del regista…tale Tim Burton. Un giovine di belle speranze che di sicuro si farà un nome e di cui risentiremo parlare, ne sono certo…

Il cartone -prodotto con tecnica ibrida fra stop motion e 3D- è un adattamento/remake di un cortometraggio prodotto dallo stesso Burton nel lontano 1984.

Riprendendo e riadattando il mito di Frankenstein la storia ci racconta di un ragazzino (Victor) e del suo inseparabile cane (Sparky). Victor arriverà a sfidare e sconfiggere la morte pur di riavere con se il suo fedele amico a quattro zampe e tutto ciò darà il via alla catena di eventi del film.

La questione del remake è sicuramente curiosa.

Potrebbe essere interessante vedere come Burton reinterpreta nella sua maturità un’opera giovanile (in cui comunque era già possibile riconoscere i tratti caratteristici dei film Burtoniani come l’elemento di fiaba gotica o la ripetitività delle figure ellissoidali) trasponendola in un film animato.

Il film è dato in uscita in Italia nel gennaio del 2013 per cui tocherà aspettare e accontentarci del trailer.

alla prossima.

Ribelle: il nuovo gioiellino Pixar?

ribelle-the-brave-teaser-poster-italiaLa Pixar si prepara a tornare con un suo nuovo capolavoro annunciato: Ribelle (Brave in originale).

Il film, che arriverà in Italia nei primi giorni di Settembre, viene presentato come realizzato dagli stessi autori di Up e Wall-e. Cioè, mica cotica.

Con una premessa del genere il vostro buon [email protected] si sente costretto a cominciare a piangere già dopo aver fatto i biglietti.

In giro sulla rete si legge però di un mini giallo dietro la produzione del cartone (anche se chiamare così le opere Pixar spesso è riduttivo).

Il progetto, che tratta di una ragazza che si troverà a sfidare le regole e le leggi precostituite della sua società, è stato ideato da Brenda Chapman che inizialmente ne doveva essere anche la regista, prima donna ad assumere questo ruolo in un film prodotto dalla Pixar.

Non vi sfuggirà anche il delizioso parallelo fra ragazza che sfida i preconcetti nella trama del film e prima donna regista nella realtà. Appunto troppo bello per essere vero.

La Chapman è infatti stata poi sostituita nell’ottobre 2010 da Mark Andrews.

Il cambio alla guida ha suscitato inizialmente non poche perplessità e critiche, ma lo stesso Andrews ha spiegato a The Hollywood Reporter che la scelta è stata dovuta principalmente al fatto che la produzione era molto indietro rispetto ai piani previsti per permetterne l’uscita nelle sale in tempo.

Nessuno scandalo, congiura o profezia Maya dietro il fattaccio quindi.

Intanto del film continuano ad uscire trailer, tra i quali quello deliziosissimo che vi posto quì in basso.

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Un tuffo negli ’80: La famiglia Bradford!

La famiglia BradfordPoteva mancare nella rubrica più nostalgica del web un bell’articolozzo sulla famiglia Bradford? La domanda è ovviamente retorica tant’è vero che vi trovate a leggere l’articolo in questione.

Il telefilm in questione (il cui titolo originale è “Eight is enough“) è abbastanza singolare: parte come sit-com dai toni leggeri ma si trasforma in corso d’opera in una serie ben più drammatica.

Il motivo è legato alla morte improvvisa e prematura di Diana Hyland (a soli 41 anni), interprete della matriarca Joan Bradford.

Il buon padre di famiglia – Tom Bradford – si troverà così costretto a dover fronteggiare il lutto e ad aiutare gli otto (!) figli nei loro piccoli e grad problemi del quotidiano.

La serie fu trasmessa negli States dal 1977 al 1981.

In Italia arrivò nell’ 81 e fu trasmessa originariamente dalla RAI con il titolo “Otto Bastano“. Solo successivamente la serie passò a Mediaset e venne trasmessa su Rete 4 invadendo i palinsesti in qualsiasi fascia oraria (io la ricordo nella fascia prepomeridiana del pomeriggio, alla domenica pmeriggio ecc.) con il titolo “La famiglia Bradford” (titolo con cui divenne un vero e proprio pilastro degli anni ’80).

Vai con la sigla made in Mediaset…

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Un tuffo negli 80 – le sigle di Ciao Ciao con Giorgia Passeri

ciao-ciaoQuesta mattina davo un’occhiata ad alcuni vecchi post per riorganizzare le rubriche (i più attenti avranno di sicuro notato che le sto indicizzando nella barra in alto).

Sono stato però colto da orrore e raccapriccio nel vedere deturpato uno degli articoli a cui sono più legato (per meri motivi affettivi nei confronti del tema trattato): nel pezzo contenente l’intervista a Giorgia Passeri sono scomparse le sigle di Ciao Ciao!

Panico…dal tubo bisogna aspettarsi queste infami sorprese!

Per fortuna il vostro buon [email protected] è scaltro come una volpe e non si fa prendere tanto di sorpresa…

Quì in basso trovate le sigle di apertura delle edizioni di Ciao Ciao delle annate ’84-’85 e ’85-’86, ripescate da un fortuito back-up del mio hard disk.

Ne approfitto per lanciare un pubblico appello: se chiunque di voi possiede delle registrazioni del programma mi contatti lasciando un commento. Salviamo quel pezzo di memoria di cui esistono pochissime tracce!

E al prossimo giro tocca a Bim Bum Bam!

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