I 4 punti d’oro per la conservazione dei fumetti

Diciamoci la verità: il collezionismo è una malattia. Il collezionista di fumetti poi è un soggetto che aggiunge un carico al suo problema di base in conseguenza al suo essere nerd e, pertanto, soggetto a tutta la serie di manie ossessivo compulsivo che conosciamo.

Io  stesso sono da anni ammalato grave di questo morbo.

Il malato di collezionismo è ossessionato dall’idea di conservare per un tempo tendente all’infinito (come in una sorta di ritratto di Dorian Gray al contrario) i suoi amati fumetti che però sono fatti di carta, che è rinomatamente uno dei materiali più deperibili al mondo.

Non c’è quindi rimedio? Beh rimedio proprio no, però si può cercare di preservare i nostri amati nel migliore modo possibile in modo da rallentarne il naturale invecchiamento.

In giro sulla rete ci sono una marea di pagine dedicate ll’argomento, ma nessuna veramente completa e per questo vediamo un po’ di fare il punto.

Prima di tutto conosci il tuo nemico e poi affrontalo ben preparato:

 

umidità interna1 – L’umidità

Il nemico numero 1 della carta! In giro ci sono anche una serie pressochè infinita di falsità e dicerie sull’umidità da riempirci un’enciclopedia.

Innanzi tutto non è assolutamente vero che i fumetti vanno tenuti lontano dall’umidità, primo perchè la cosa è davvero difficile e, secondo, perchè disidratare la carta (che di acqua al suo interno una certa percentuale ce l’ha) è una mossa che al contrario ne velocizza il deterioramento.

L’importante è posizionare il fumetto a in un ambiente con una temperatura quanto più possibile costante e che cambia lentamente le sue caratteristiche climatiche (quindi no ambiente climatizzato e si alle cantine e alle stanze con temperatura più o meno costante,  fresche d’estate e calde d’inverno).
Ovviamente non va neanche bene conservare i fumetti in ambienti troppo umidi, per cui escludete bagni e cucine, nonchè stanze con problemi di muffa o macchie bianche sui muri legate alla presenza di sali sulle murature.

 

pesciolino_d_argento2 – Gli insetti

Dopo l’umidità il più grande flagello della carta. Il loro nome è pesciolini d’argento ed hanno la fastidiosa abitudine di nutrirsi di carta. Per difendersi la cosa migliore è la pulizia: questi insetti si nascondono e crescono bene soltanto in zone polverose, meno polvere c’è meno rischi si corrono.

 

3 – Ossidazione della carta

Questo è un problema ce interessa per lo più gli albi Bonelli e i manga, stampati su carta semplice. Un po’ meno interessati sono gli albi stampati su carta patinata per una intrinseca resistenza al problema del tipo di carta.

L’ingiallimento e l’infragilimento sono legati all’ossidazione della carta e quindi di per sè sono inevitabili, ma rallentabili: le bustine di plastica offrono una protezione a tempo dalla fotoossidazione, ovvero il degrado legato all’esposizione alla luce solare, in particolare si degradano loro al posto della carta, il PVC è da questo punto di vista più efficace del PE o PET, ma le bustine devono essere sostituite con una certa regolarità o la loro funzione scema nel giro di relativamente poco tempo. L’unico modo efficace per proteggere i fumetti dalla fotoossidazione è lasciarli al buio:-)
L’ossidazione della carta procede anche per via acida e questa è davvero inevitabile e non è rallentabile con i sistemi che si hanno a disposizione a casa, infatti l’attacco acido è causato da problemi interni legati ai nuovi metodi di produzione della carta e all’acidità dell’inchiostro. Unico accorgimento contro questo problema è quello di evitare di conservare il fumetto in locali dove avvengono combustioni, ovvero locali caldaia, stanze con camino, cucina (a meno di avere il metano che non è pericoloso o quasi), oppure se abitate in un piano basso di una zona ad alto traffico cercate di tenere le finestre chiuse (per voi prima che per i fumetti) durante le ore di punta.

 

Disposizione fumetti4 – Disposizione

Quì la situazione diventa ambigua. Se posizionati in verticale il peso di tutto l’albo ricade su una porzione molto piccola dello stesso, sottoponendo la porzione bassa ad una degradazione maggiore. La non corretta posizione poi può distribuire male il peso e la sollecitazione che ne deriva può determinare deformazioni del fumetto. Il problema più grosso però è che in posizione verticale si secca prima la colla della brossura.

Al contrario in posizione orizzontale si sottopone i fumetti ad un maggiore stress derivante dagli acidi dell’ inchiostro.

In linea di massima un buon compromesso potrebbe essere tenere gli spillati in verticale ed i volumi brossurati in orizzontale, inpilati in piccole colonne per evitare un peso eccessivo.

Aggiungo: EVITATE che i fumetti siano particolarmente compressi tra loro (sia in verticale che in orizzontale). Se sono troppo premuti si rischia lo scollamento della rilegatura. Inoltre nel caso in cui vi servisse un particolare volume, rischiereste di rovinarlo a causa della troppa pressione che dovete fare per estrarlo. Piccola parentesi: non dimenticate mai che i volumi vanno estratti prendendoli a metà del dorso, in quanto se li tirate dalla parte superiore del dorso si sfaldano.

Altro mito da sfatare è quello della libreria vetrata. La comodità di una libreria vetrata è innegabile (pensate solo alla polvere), ma considerate che nei periodi caldi dell’anno, soprattutto in presenza di forte illuminazione, le librerie vetrate creano un minuscolo effetto serra, che seppur apparentemente impercettibile dall’uomo, affligge il materiale cartaceo.

Ok, credo che sia più o meno tutto. Ho dimenticato qualcosa? Fatemelo sapere!

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