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A mente fredda: Batman Arkham knight

batman arkham knightSalve a tutti! Con questo articolo comincia una serie (più o meno periodica) di recensioni “arrivate tardi” e pertanto scritte a mente fredda, incentrate su videogiochi ormai usciti da un (bel) po’ di tempo e che sono facilmente reperibili sul mercato (sia in forma fisica che in digital delivery) a prezzi davvero stracciati, spesso e volentieri completi  pure di season pass e DLC.

Quel che andremo a valutare sarà come questi giochi  sono invecchiati e come reggono a confronto con i titoli più recenti, tenendo quanto più possibile d’occhio il portafogli.

il primo titolo che analizzeremo è Batman Arkham knight

Terzo e (fino ad ora) ultimo capitolo della saga di Arkham prodotta da Rocksteady (lasciando da parte Arkham Origins che, per quanto valido rimane comunque un prodotto “apocrifo”), il titolo è ambientato dopo gli eventi di Arkham City e rappresenta la degna conclusione le vicende della trilogia. 

Fra luci ed ombre vediamo cosa il titolo nasconde sotto il mantello da pipstrello… Continue reading A mente fredda: Batman Arkham knight

I SUPER-EROI HANNA & BARBERA (PT.V): MIGHTY MIGHTOR

Uno degli eroi televisivi più interessanti  di Hanna & Barbera -almeno per le analogie che mostra con altre tipologie di prodotti simili- è senza dubbio Mightor.

L’archetipo del personaggio (calato in un contesto dal sapore più o meno vagamente fantasy) che,  con l’aiuto di un amuleto-arma magica, si trasforma in un super essere potente e virtuoso al servizio del prossimo fa parte di quell’alfabeto di codifica universale nella rappresentazione dell’eroe. Possiamo trovare questo bianrio narrativo oltre che in Mighty Mightor in svariati protagonisti di fumetto o cartoni dal Capitan Marvel della Fawcett all’He-man della Filmation.

Moby Dick and Mighty Mightor è il nome della serie in cui il nostro eroe fece la sua prima apparizione nel lontano 1967. Trasmesso dalla CBS dal 9 settembre ’67 al 6 settembre ’69 lo show era formato da due episodi di Mightor in mezzo ai quali stava a mo’ di sandwhich un episodio di Moby Dick.
In totale furono prodotti 18 episodi del nerboruto cavernicolo.

Per la gioia di grandi e bambini, come è d’usanza in questo blog, a seguire trovate l’opening dello show e la breve intro di Mightor.

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Un tuffo negli 80 – Captain Power

Captain PowerCaptain Power, uno dei personaggi più fantomatici e misteriosi del finire degli anni 80 sta per tornare e per celebrare l’evento non posso che scrivere un bell’articolone cercando di sviscerare a dovere l’argomento!

Capitan Power e i combattenti del futuro (originariamente Captain Power and the Soldiers of the Future), conosciuto da noi anche semplicemente come Capitan Power, è un telefilm di fantascienza composto in tutto da 22 episodi (unica stagione), nato come coproduzione Canadese-americana e trasmesso tra il 1987 e il 1988.
La serie fu prodotta dalla Landmark Entertainment Group e fu creata da Gary Goddard e Anthony Cristopher. Alla scrittura delle storie troviamo un certo J. Michael Straczynski, che ne era di fatto l’head writer (J Michael Stracchino, per chi non lo sapesse, è una nostra vecchia conoscenza che aveva già alle spalle diversi script  di episodi della serie Filmation su He-man e che successivamente avrebbe scritto la mitologica Babylon 5 e fumetti di un certo peso come Rising stars, Midnight Nation, Thor e the Amazing Spider-man ).

La serie fu trasmessa da noi dalla indimenticata Odeon TV. Come tradizione del vostro buon [email protected], di seguito trovate l’italica sigla.

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[email protected]’s back!

Sono tornato.
lo so che non ve ne fregherà niente ma dopo quasi cinque anni sono di nuovo qui a scrivere un post su questo blog.

E’ proprio vero che certe  cose non cambiano mai.
Certo ci si potrebbe chiedere se sia saggio tornare dopo tutto questo tempo o se oggi, nel 2018, ha ancora senso scrivere su un blog. La risposta a entrambe le domande è “si.” Lo è perché questo blog ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un pezzo di me, della mia storia e del mio cammino e la sua mancanza l’ho sentita in questi anni tornando periodicamente ad accarezzare l’idea di rianimarlo.

In questi anni di cose ne sono successe. Sono diventato papà della splendida [email protected], sono diventato (più o meno) un disegnatore vero e, soprattutto, sono cresciuto ed invecchiato quel tanto che basta per capire che avere uno spazio proprio in cui riversare i propri pensieri, in cui parlare delle proprie emozioni e passioni è qualcosa di tanto raro quanto prezioso.

Questo blog rappresenta da sempre proprio questo: il mio angolino personale in cui condividere e giocare ed è per questo che in questo momento sto scrivendo sulla fredda tastiera del PC con in gola un nodo di nostalgia e felicità.

Purtroppo nel passaggio qualcosa si è perso… Gli ultimi articoli scritti sulla precedente incarnazione del sito sono spariti nel mare di internet ma non è un problema grosso: quelli validi li riscriverò e magari coglierò l’occasione per rivederli e approfondire ulteriormente qualche punto

Progetti in testa ne ho tanti: nuove rubriche da inaugurare e nuovi articoli da scrivere sui temi che già mi erano tanto cari in passato e che adesso, grazie alla rete di conoscenze sviluppata negli anni, ho modo di approfondire e riprendere…l’emozione è tanta come la carne la fuoco.

Sono tornato.

L’uomo d’acciaio: la recensione

uomo d'acciaioIeri sera sono andato con la signora [email protected] a vedere il nuovo film su Superman, L’ uomo d’acciaio, che ne dovrebbe riscrivere e correggere il mito per le nuove generazioni. Ero preparato al peggio, alcune voci su internet già preannunciavano il fallimento su tutta la linea della pellicola, e quando mi sono seduto sulla poltroncina della sala nutrivo effettivamente poche speranze.

Mi sono ricreduto alla fine della proiezione? No, per niente.

Cercherò di essere più breve e vago possibile per non incorrere nel rischio spoiler, ma posso tranquillamente affermare che alla fine dei titoli di coda la sensazione che rimane sulla pelle è una spiacevole impressione di incompiutezza. Mancano i personaggi (assolutamente piatti e privi di una qualsiasi personalità), manca la caraterizzazione del protagonista, manca la storia (ci sono dei buchi di sceneggiatura imbarazzanti). Manca il film in pratica.

L’unica cosa presente oltre misura è l’elemento tragedia, il drammone e la pesantezza che tanto piacciono a quell’ala talebana del popolo nerd che pensa che se un film ispirato ai personaggi dei fumetti non è profondamente intriso di cupa tragicità non può essere né maturo né artisticamente di livello. Questa invece è la grande lezione che i Marvel studios hanno elargito da 5 anni a questa parte, sfornando film su film dal tono leggero ma comunque mai bambineschi e sempre fruibilissimi da chi non si è mai avvicinato ad una fumetteria.

Nolan, che tanto era a suo agio con Batman, dimostra evidentemente di essere altrettanto fuori posto su un personaggio solare e positivo come dovrebbe essere Superman.

Mi spiace ma siamo lontani anni luce dalla poesia e dall’incanto del primo Superman di Donner, che davvero era riuscito a farmi credere che un uomo potesse volare quando ero piccolo.

Bocciato.

 

MASK – I cartoni (mica così tanto) dimenticati degli anni 80 [pt.13]

Per la serie “ti piace vincere facile”, il cartone animato degli anni 80 di cui parleremo oggi dimenticato non lo è per niente. Anzi, scommetto proprio che è ancora ben saldo nei cuori di molti di voi che state leggendo (magari anche con un po’ di emozione) questo pezzo. Parlo di M.A.S.K. (acronimo che sta per Mobile Armored Strike Kommand).

Tutto nasce da una linea di giocattoli dal 1985 al 1988 dalla Kenner: le prime due annate avevano come background la storia che conosciamo tutti dal cartone, incentrata sulla lotta fra i  M.A.S.K.ed i V.E.N.O.M. Le successive due annate viravano decisamente come tono ed erano orientate prevalentemente attorno al tema delle corse automobilistiche.

Il cartone fu prodotto nel 1985 dalla DIC e fu lanciato insieme alla omonima linea di giocattoli. Della serie furono prodotte due stagioni per un totale di 75 episodi. Le stagioni erano incentrate sui personaggi delle prime due annate di Action Fogires e vedevano contrapposti i M.A.S.K. contro l’organizzazione terroristica V.E.N.O.M. (Vicious Evil Network of Mayhem).

Questo almeno è quello che dice Wikipedia, sia nella versione italiana che in quella anglofona. Il vostro buon [email protected] può però giurare e spergiurare con la mano sul cuore che esista una versione animata ANCHE della seconda versione, quella automobilistica. Il cartone sono sicuro che fu trasmesso su Odeon TV e su varie emittenti minori ed era appunto incentrato su queste inverosimili gare automobilistiche con macchine truccatissime e piloti con machere stravaganti e dai variegati poteri.

Rimpallo a voi la parola: ricordate anche voi la serie?

Intanto eccovi la sigla che, posso affermare senza tema di smentita, è una delle più belle di sempre.

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A 10 anni dal primo rilancio di He-man (pt 2)

He-Man2002Qualche mese fa avevo scritto un primo post sull’anniversario del rilancio di He-man e dei Masters of the Universe, annunciando pinocchiescamente due post successivi sull’argomento e dandoli in arrivo a breve. Ok, la prima parte era vera e la seconda diversamente vera.

Adesso però eccoci quì con la seconda (di tre) parte dello speciale, incentrata sui cartoni animati del 2002.

La serie fu prodotta dalla Mike Young Productions e trasmessa su Cartoon Network. Ne furono prodotti un totale di 39 episodi distribuiti su due stagioni ed alla stesura dei plot parteciparono anche alcuni degli scrittori della serie classica della Flmation, fra cui Larry DiTillio.

La serie, secondo il sottoscritto, ha anche retto più che dignitosamente il passare del tempo, se non per disegni e animazione quantomeno per la storia, ancora oggi valida.

La trama riprende molti degli aspetti classici della serie Filmation, alcuni fedelmente, altri meno (ad esempio mancano alcuni di quegli aspetti magici e affascinanti come i draghi parlanti o personaggi di spessore come Granamyr).

Un chiaro omaggio al passato è presente nell’opening che, nei primi secondi, riprende direttamente quella Filmation con il classico “Io sono Adam…”

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Ma Superior Spider-man ti sta davvero piacendo?

SuperiorSpiderMan_14_Cover

Qualche tempo fa avevo scritto un post di apprezzamento sul lavoro svolto fino a quel momento da Dan Slott sull’ Uomo Ragno. Eravamo alla vigilia di Spider Island e di acqua da allora sotto i ponti ne è passata.

Adesso anche il ragnetto ha subito il suo bel numero di cambiamenti, così giusto per poter entrare di diritto nel turbine di novità portato da Marvel Now. Fu vera gloria?

Il cambiamento più grosso è rappresentato dall’avvicendamento di “proprietario” del corpo di Spider-man che adesso non appartiene più a Peter Parker ma che è invece mosso dalla mente di Dock Ock. O meglio dalla mente di Dock Ock che condivide i ricordi di Peter, e con essi la sua naturale propensione all’agire mosso da un innato senso di responsabilità.

Il risultato è un Uomo Ragno dai modi bruschi e dall’atteggiamento estremamente arrogante.

Questi sono i fatti. Alle conclusioni però giuro che non riesco ad arrivarci.

Di per sé l’idea la trovo deboluccia. Il cliché dello scambio di menti è vecchio ed abusato e, sulla carta, trovo che possa facilmente scivolare nella noia se tirato esageratamente per le lunghe. E l’idea che mi sono fatto è che verrà tirato per le lunghissime, giustappunto per cavalcare l’onda del cambiamento.

Ho la sensazione che sia un’idea un po’ raffazzonata e vagamente preparata in precedenza, sui cui ci si è buttati a capofitto, pompandola e sbandierandola come la trama per cui ci si preparava da mille anni o poco più. Continue reading Ma Superior Spider-man ti sta davvero piacendo?

Pensierini sul nuovo costume di He-man e sulla serie DC

He-Man's New Costume

Ho aspettato di leggere almeno un paio di numeri della nuova serie a fumetti sui Masters of the Universe della DC prima di formulare un giudizio, nella speranza di vedere una luce in fondo al tunnel. Ma, ahimè, quel che vedo all’orizzonte promette soltanto vento e tempesta e quindi vale la pena di fermarci un attimo e di fare il punto della situazione.

L’anno scorso la DC mi ha stupito annunciando una nuova mini a fumetti di He-man e compagnia. La notizia suonava succulenta anche per il nome dello scrittore, quel James Robinson che era riuscito a scrivere cose assai carine sul JSA e soprattutto su Starman.

L’entusiasmo dopo la mini scese non poco…una storia sottile sottile in cui Robinson a presto ceduto il posto ad un apparentemente inconsapevole Giffen. Il tutto condito da personaggi dimenticati per strada, incongruenze ed errori narrativi abbastanza elementari.

Poi la DC mi ristupisce con l’annuncio di una nuova serie sui MotU, facendola addirittura iniziare con il botto reinserendo Adora (e per forza di cose anche She-ra da quì a breve).

Dopo due numeri però le speranze di leggere la serie che ho sempre desiderato rasentano il suolo.

I motivi sono parecchi. Prima di tutto è palese la presenza di un’oscura regia dietro la macchina da scrivere di Giffen, che è evidentemente messo lì a mestierare su indicazioni di qualcun altro (con ogni probabilità proveniente dalle alte sfere della Mattel).

A rendere più pesante il colpo c’è il fatto che in ogni numero leggo fra le righe l’esatto opposto di quello che, per me, era lo spirito originale dei MotU: non c’è sense of wonder. Peggio, viene sbeffeggiato ad ogni numero (leggetevi i commenti di Teela su Mechaneck per capire cosa intendo…).

I personaggi poi sono “sbagliati”. Somigliano vagamente ai MotU ma non sono loro. He-man (la cui identità segreta è il segreto di Pulcinella) è un bamboccio nerboruto lontano anni luce dal condottiero che dovrebbe essere.

Teela è [email protected] tale che, ciao Mattel, hai voglia a scoprirla sempre di più come una passeggiatrice da ora tarda, con un carattere come quello ti resta zitella e ti si ficca in casa a vita. Continue reading Pensierini sul nuovo costume di He-man e sulla serie DC

G.I.Joe – la vendetta e la recensione

G.I.Joe la vendettaI G.I.Joe sono tornati al cinema. Aoh, direte voi, se il primo era una monnezza non da poco, il secondo come minimo sarà il peggior film di sempre. E il rischio in effetti era quello, però si è riusciti a sventarlo. Per poco.

In verità il passaggio dal precedente film è discretamente brusco: i collegamenti sono pochissimi e, quando possibile, vengono pure recisi il più in fretta possibile. Il film quindi lo si può benissimo vedere anche in assenza del primo capitolo, grazie anche al giusto numero di spiegoni strategici.

La storia è piuttosto esilina. Parliamoci chiaro: il ritardo nell’uscita del film nelle sale, giustificato malamente con il dover migliorare il 3D, è semplicemente servito a mettere una pezza su una prima versione del film che avrà fatto rabbrividire anche i parenti degli attori e del regista alla prima visione interna alla produzione. Il tutto si vede, con tanto di buchi narrativi e spiegazioni rapide e fantasiose.

Però qualcosa di buono c’è…i ninja tanto per cominciare. Snake eyes è muto e coperto da una maschera ma, paradossalmente, così come nel fumetto sono proprio queste sue debolezze a conferirgli carisma. Poi ci sono pure un paio di scene d’azione (la sequenza sul costone della montagna prima fra tutte) che non sono malaccio.

Gli attori se la cavicchiano pure loro, in primis Dwayne Johnson (semplicemente perfetto per la parte che interpreta) e Bruce Willis (che quì praticamente interpreta la parodia di se stesso e del rambo in pensione…). Gli altri sono nella media (bonazza di turno compresa…chissà come mai le super marines dell’esercito americano sembrano uscite dai calendari zozzi appesi nei camion dei più beceri camionisti de ‘na volta). Continue reading G.I.Joe – la vendetta e la recensione