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Saint Seiya Myth Cloth EX Aries Mu: la recensione!

Lo avevo detto io che non avrei resistito a lungo ed infatti così è stato. Ho ceduto (senza neanche combattere poi tanto) ed ho comprato il Saint Seiya Myth Cloth EX Aries Mu.

Con un po’ di trepidazione apro la scatola (a forma di scrigno con l’effige della costellazione, come vedete quì di fianco) e trovo tre blister contenenti un godzilliardo di pezzi di armatura, varianti di mani, viso e capelli.

Dopo il primo momento di panico mi faccio coraggio e mi convinco che tutto sommato se lo fanno tutti vuol dire che lo si può montare senza una laurea in ingegneria.

Comincio con l’assemblare il totem. Scopro dalle istruzioni (in giapponese ma comunque chiaramente illustrate) che lo si può montare in due versioni.

Questa è la prima:

Saint Seiya Myth Cloth EX Aries Mu totem
Totem del cabron versione uno

E questa è la seconda versione, con il collo un po’ più slanciato… Continue reading Saint Seiya Myth Cloth EX Aries Mu: la recensione!

Saint Seiya Myth Cloth EX: la bava aumenta

saint seiya myth cloth ex geminiCon il nome Saint Seiya Myth Cloth EX si intende la nuova linea di Mith cloth che la Bandai ha esplicitamente creato per distruggere le mie finanze.

Per chi non lo sapesse i Mith Cloth sono dei modellini (chiamarli in qualsiasi altro modo -a parte forse opere d’arte- è riduttivo) in plastica e (tanto) metallo dei cavalieri dello zodiaco che la Bandai produce dal 2003 circa.

La caratteristica della linea è l’estrema cura per la realizzazione -che è andata empre crescendo nel procedere delle uscite- che, inevitabilmente si ripercuote sul costo finale.

Questa nuova linea rappresenta in pratica rappresenta un reboot (daje) e promette un livello di realismo e di meticolosità nella realizzazione mai raggiunti prima.

Ed in effetti sembra che a promessa sia stata mantenuta, basta dare un’occhiata alla foto comparativa di Gemini quì in basso (l’EX è quello al centro).

saint seiya myth cloth ex gemini comparazione

I modellinin sono più alti e slanciati e lo sculpt dei visi, così come il colore dei riflessi sull’armatura è molto fedele all’immagine cassica dell’anime. Per darvi un’idea anche le armature ed i mantelli (!) sono articolati! Continue reading Saint Seiya Myth Cloth EX: la bava aumenta

Saint Seiya Omega ep. 2 e 3 + Saint Seiya Lost Canvas ep. 1 e 2

SAint Seiya lost canvas

Pensavo di buttare giu due righe sui nuovi numeri 1 delle testate DC targate Lion, ma non avendo acora letto niente di queste italiche edizioni rimando il tutto alle recensioni singole per testate che arriveranno ei prossimi giorni.

Oggi invece spendo due parole sui nuovi episodi di Saint Seiya Omega che ho visto (2 e 3) e sui primi due episodi dell’anime di Saint Seiya -Lost Canvas.

Comincio dal primo dicendo che dopo un inizio che non mi era dispiaciuto per niente siamo sprofondati nel nulla più oscuro.

Riassumendo (occhio allo spoilerone) Atena è stata rapita alla fine del primo episodio e cosa fa Kouga, il nostro protagonista di Pegasus vestito? Una beneamata cippa.

Se ne va in giro e broccola con la nuova saint dell’acquila senza scomporsi più di tanto al pensiero che la dea -che sulla carta dovrebbe proteggere- sia stata rapita da un’altra divinità mossa da evidenti motivazioni sinistre.

Mah! Oh sia chiaro, mica è il nostro Kouga ad essere un’irresponsabile…TUTTI i saint ed i loro allenatori (sembra uscita dai Pokemon ‘sta cosa) non smuovono un dito.

Molto bene, chiudiamo la questione sperando nei prossimi episodi e passiamo oltre.

Apprendendo della conclusione del manga di Saint Seiya- Lost Canvas mi sono messo a guardare gli anime che da tanto tempo erano lì belli tranquilli nel mio lettore digitale.

Del manga -di cui ho letto giusto un paio di volumetti- ho un buon ricordo e quindi mi lancio fiducioso alla visione.

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Saint Seiya Omega episodio 1: pensavo peggio

Questa mattina in preda alla noia della nullafacienza mi sono spinto verso lidi impensati. Ho visto la prima puntata di Saint Seiya Omega.

“Ce l’hai sul tuo bel lettore multimediale, tanto vale farlo adesso e toglierti il pensiero” mi sono detto.

Il mio approccio è stato molto diffidente viste le tante stroncature che ho letto in giro da parte di fan accaniti dei cavalieri dello zodiaco e da parte di voci autorevoli di cui in genere mi fido ciecamente.

La prima cosa che mi salta subito all’occhio dopo aver premuto play è che, nonostante si cerchi di mantenere una certa continuità con le precedenti produzioni, il magico tocco di Shingo Araki ormai non c’è più.

E si vede.

Il nuovo design strizza l’occhio alle nuove generazioni con uno stile bamboleggiante tutto occhioni e fisicità sinuose.
Non dico che la cosa sia di per se un male ma la differenza si vede.

La seconda cosa evidente è che dobbiamo dire addio ai cloth elaborati che si riconpomgono in meticolosi avatar della costellazione che rappresentano.
Queste nuove armature sembrano più delle tutine e vengono fuori da dei diademi che i giovani Saint portano al collo anziché dalle voluminose custodie cubiche dei bei tempi.
La cosa sinceramente non mi entusiasma più di tanto e trovo che rubi un po’ di magia alle vesti dei guerrieri di Atena.
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Un tuffo negli 80 (parte 3) – Chi è Massimo Dorati? –

Massimo DoratiDopo più di un anno dall’ultimo pezzo sulla nostalgia degli anni che furono, ritorno a parlarvi degli eighties ponendovi un amletico quesito: chi si ricorda di Massimo Dorati?
Sono consapevole che il nome potrebbe dirvi poco, ma qualche ricordo sono sicuro che vi riaffiorerà sentendo che il Massimo in questione era la voce (ed il compositore) di praticamente tutte le sigle dei cartoni trasmessi su Odeon TV.
Qualche informazione in più riguardo questo misterioso figuro ed il suo passato con gli Odeon Boys la si può ovviamente trovare girovagando per la rete (Wikipedia neanche a dirlo ha una completissima voce su di lui, ed in giro si trovano diversi siti sugli odeon boys)
Il buon Massimo ci ha regalato tanta roba…le più conosciute sono senza dubbio le sigle dei cavalieri dello zodiaco

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