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Recensione Fall of Cybertron Soundwave

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Eccoci con una nuova recensione di AF. Come avevo scritto nel precedente post, TF: the fall of Cybertron si porta dietro come coda tutta una serie di Action figures più o meno liberamente ispirate ad esso, che il vostro buon [email protected] non poteva esimersi dal comprare.

Ovviamente tra questi ci sono i Combacticons (e di conseguenza Bruticus). Prima però di addentrarci nella recensione in 6 parti sul primo combiner che la Hasbro produce da un botto di tempo, mi prendo un secondo per parlarvi di un altro personaggio che nel gioco riveste un ruolo marginale ma che ha una controparte di plastica di tutto rispetto: Fall of Cybertron Soundwave.

Il fidato braccio destro di Megatron aveva già avuto una versione AF nel precedente capitolo (la battaglia di Cybertron) che non brillava particolarmente per bellezza e giocabilità.

In questa nuova incarnazione (che è una deluxe class e quindi di dimensioni superiori alle altre AF) spiccano un paio di caratteristiche che rendono un po’ più tridimensionale ed interessante il buon Memor Soundwave.

Lo sculpt risente di quello che sembra essere un difetto generalizzao nelle AF di the Fall of Cybertron: le esageratamente lunghe braccia ed il conseguente aspetto scimmiesco

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Un tuffo negli ’80 – MANTECH

mantechTorno con una nuova, folgorante puntata della rubrica più irregolare della storia dei blog, parlandovi di una delle linee di giocattoli degli anni 80 più misconosciuta: Mantech.

La linea è composta da 6 action figures e, com’è facile immaginare, non ebbe grande successo

L’innovazione in questi giocattoli stava nella possibilità di smontare le Action Figures in tante parti fra loro liberamente riassemblabili.

Nella pratica c’erano tre personaggi “buoni” e tre “cattivi” che però potevano essere rimontati in un’incredibile serie di varianti ibride.

L’idea di base in effetti poteva essere intrigante (e di fatto sarà poi sfruttata in altre linee di ation figures come quella dei Centurions e fu alla base del successo dei Micronauti)

Nella linea erano presenti tre buoni e tre cattivi. I “buoni” erano Aquatech (in arancio), Lasertech (in blu) e Solartech (in rosso). I cattivi erano Doomtech (in verde), Nagatech (in viola e nero che f tanto chic) e Terrortech (nero e argento). In effetti il fatto che tutti i nomi finissero in -tech non aiutava tanto…

C’erano anche dei veicoli: il Traxon per i buoni e il Terrorizer per i cattivi.

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Un tuffo negli 80 pt 12-Diaclone: prima dei Transformers (II)

I Diaclone-Trnsformers
I Diaclone-Trnsformers

Come dicevamo nel precedente articolo, dietro la nascita dei Transformers c’è una manovra commerciale nata dalla copula di merchandise fra Diaclone e Microman.

A riprova di questa manovra di recupero della Hasbro vi sono un bel po’ di spot pubblicitari che testimoniano la paternità della linea Diaclone sull’idea di automezzi di varia natura e dimensioni che si trasformano in robottoni giganti.

Nella trasformazione in Transformers (scusate lo squallido gioco di parole) furono biecamente freddati i Microman che fungevano da piloti dei robot (snche se qualche traccia di questi minuscoli ominicchi la si è andata trovando anche in seguito).

Dopo un accurato lavoro di repainting il colpaccio era fatto ed i risultati li vediamo ancora oggi. Continue reading Un tuffo negli 80 pt 12-Diaclone: prima dei Transformers (II)

Un tuffo negli 80 pt 11-Diaclone: prima dei Transformers (I)

Lo avevo detto ed eccomi ad onorare le promesse fatte parlandovi dei Diaclone.

I robottoni in questione sono più che degni di nomina in quanto sono a tutti gli effetti i genitori dei ben più famosi Transformers!

La linea era prodotta dalla giappnese Takara nella prima metà degli anni ottanta, composta da veicoli fantascientifici e robot (alcuni dei quali trasformabili e/o unibili tra di loro, a volte dotati di sistemi a molla) corredata da piccole figure umanoidi (alti 3 cm, scala 1/60 circa), rappresentanti i piloti umani (i “dianauti” nell’edizione italiana, “Diaclone drivers” in quella anglosassone) e gli alieni insettoidi Waruder (“Warda” nell’edizione italiana), dotate di magneti ai piedi, ispirate alla precedente linea dei Microman. Molti dei modelli avevano parti in metallo, a cui potevano essere attaccati i piloti. Continue reading Un tuffo negli 80 pt 11-Diaclone: prima dei Transformers (I)