Transformers: the fall of Cybertron – cosa ti è rimasto

Ok, ormai ho finito Transformers: the fall of Cybertron da circa una settimana ed ho avuto il tempo di sedimentarlo ed è arrivata l’ora di tirarne le somme.

Premetto che non starò quì a parlare di realizzazione tecnica, di numero di poligoni di elementi su schermo ecc. -per quello ci bastano e avanzano le migliaia di siti e riviste esistenti-. Quello che mi interessa è l’esperienza ludica, la sensazione che ti resta dopo aver speto la consolle, terminato una missione o finito il gioco.

Veniamo a noi: dopo essermi divertito non poco con il capitolo precedente, The War for Cybertron nutrivo on poche speranza per questo nuovo gioco. Sono state esaudite? Si, direi proprio di si.

Innanzitutto il gioco è ben più luno e longevo del precedente e la cosa, oltre a garantire un numero di ore di gioco più soddisfacente, ha consentito anche di sviluppare una trama più articolata.

Niente che meriti l’oscar, per carità, però la storia è lunga, articolata e corale, con tante missioni diverse rese varie dalle particolarità dei singoli character in gioco.

Così oltre ai livelli incentrati sugli alt mode (come le missioni di volo o di guida) sono presenti misssioni stealth (Cliffjumper) o incentrate sull’agilità (Jazz) piuttosto che sulla forza bruta (Grimlock).

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…e a proposito di forza bruta Grimlock la sua da dire ce l’ha…

Il tutto condito da colpi di scena e momenti di grande Pathos (ne avevo già parlato nel post sulla versione action figure di Metroplex) e da cameo e comparsate di tanti personaggi che fanno parte del mithos della G1 (uno su tutti il goduriosissimo Shockwave -Brutal in Italì- che si fregia di un’altrettanto goduriosa versione giocattolo).

Transformers-Fall-of-Cybertron-Shockwave-and-GrimlockA tutto ciò aggiungete il fun factor…il fatto che è semplicemente divertente giocare con i personaggi della propria infanzia capaci di trasformarsi da possenti robot in veloci veicoli in grado di sfrecciare su strade impervie o di volare fra stretti tunnel.

Veniamo ai punti caldi del gioco Bruticus e Grimlock.

E’ stato molto divertente giocare nei panni dei combacticons e, soprattutto, nei panni del loro gestalt combiner Bruticus. In verità la giocabilità del personaggio Bruticus è veramente bassina e hanno fatto bene gli sviluppatori a centellinarne le comparsate giocando tanto sull’effetto attesa.

Tra l'altro il mastodontico Bruticus ha una sua controparte in plastica che non ti dico...
Tra l’altro il mastodontico Bruticus ha una sua controparte in plastica che non ti dico…

Grimlock invece mi ha deluso un po’ di più. La vicenda dei Dinobots veniva presentata come centrale nell’economia della storia ed è invece un’evento che si svolge un po’ parallelamente alla storia principale e che si esaurisce per conto suo un bel po’ prima della fine del gioco. Vabbè, la vicenda rimane in effetti aperta per un eventuale seguito, però mi sarei aspettato qualcosa in più pur non avendo nula di cui lamentarmi (i livelli sui Dinobots sono comunque un piacevole diversivo e si lasciano giocare senza problemi).

Concludendo mi sono divertito non poco con lo story mode del gioco e lo consiglio a tutti gli amanti degli shooter in terza persona e agli amanti dei TF.

La questione finisce quì? Ovviamente no. Sono uscite un buon numero di AF ispirate al gioco e indovinate come ha deciso di spendere fin troppi euro il vostro buon [email protected] nell’ultima edizione di Mantova Comics?

Ecco, appunto…

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