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E’ finita la magia?

a kind of magicQuesto pezzo è una risposta diretta al post del buon vecchio MikiMoz (che al momento starà facendosi un bel bagno alla faccia nostra) ed al post di risposta del buon vecchio Emanuele. Si parlava della fine della magia della propria infanzia. Di quando si smette di guardare il mondo con meraviglia ed emozione.

Devo ammettere che in effetti anche per me la magia sembrava essere finita. Non ricordo un momento specifico ma pian piano intorno ai 10-12 anni ho cominciato ad essere sempre più disinteressato ai giocattoli prima ed ai fumetti poi.

La mia attenzione veniva attirata dai videogiochi (che sono ancora un mio grande amore), dal mondo dell’informatica in generale, dalla musica (ascoltata e suonata), dalle ragazze e, fondamentalmente, dai cazzi di una vita che uscendo dall’infanzia cominciava a farsi complicata.

Ricordo ancora quando mi accorsi di guardare mio fratello con malcelata superiorità mentre lui -insieme ad alcuni amici- giocava con i “pupazzi”, mentre io ero già preso da cose ben più serie.

Fine de giochi, giusto?

Sbagliato, sbagliatissimo.

Eh si perché, come scrivevo nei commenti dei post che ho linkato all’inizio del pezzo, per gente come me (e, visto che state su queste pagine a leggermi, probabilmente anche per voi), la magia non si spegne mai. Sta lì buona buona a covare sotto le ceneri per poi riesplodere quando meno te l’aspetti. Continue reading E’ finita la magia?

Le 5 saghe più belle degli Avengers

AvengersL’altro giorno mi è caduto l’occhio su un vecchio post in cui stilo una classifica delle saghe che più mi sono piaciute a tema mutante.

Strano che non abbia fatto nient edi simile su altri personaggi ma mamma Marvel. Con tutto il ben di Dio che negli anni l’editore ci ha regalato c’è solo l’imbarazzo della scelta!

E allora facciamola sta listona và, che magari ci esce anche il risultato di andare a dare un’occhiate a dei piccoli gioiellini che non mi riguardo da tempo.

Per questa volta focalizziamoci sugli Avengers, visto che sono forti anche dell’ultimo (bel) cinecomics dei Marvel Studios.

Di roba di qualità sugli eroi più potenti della terra ce n’è una quantità impensabile e se prendessimo in esame soltanto gli anni ’70 e ’80 potremmo elencare tanta di quella roba da leggere da riempirci una vita.

Abbiate pazienza quindi se in questo tentativo di sintesi mi dimenticherò qualcosa e, semmai, integrate con le vostre liste o aggiunte!

Let’s begin!

5° posto: Avengers divisi

Avengers divisiLo so, come saga Avengers divisi è tutt’altro che perfetta. Tirata sotto molti punti di vista e strumentale per altri con evidentissimi buchi di sceneggiatura.

Nonostante questo non me la sono sentita di tenerla fuori da questa lista per l’innegabile valore storico che ha avuto. E’ stato il “la” della gestione Bendis che ha portato -ben prima che il gruppo venisse investito dagli onori cinematografici- gli Avengers ad essere la vera colonna portante dell’universo Marvel.

E non solo da un punto di vista narrativo ma anche come vendite! Se ci pensat eè un risultato non da poco visto che le testate vendicative non hanno mai davvero spiccato da questo punto di vista.

La saga poi è gradevole anche da un punto di vista artistico. David Finch, anche se ha la spiacevola abitudine di disegnare il mini-naso da Hulk a tutti i suoi personaggi, è sicuramente una garanzia in termini di dettaglio e spettacolarità.

Quindi che faccio, non glielo do il quinto posto honoris causa?

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Social vs forum vs blog

socialE’ da un po’ di tempo che giro attorno a questo post, ma alla fine sento che è arrivato il momento di tirarlo giù dai miei pensieri e dargli un’ adeguata forma scritta.

Il modo in cui le varie community si interfacciano su internet è in continuo cambiamento ed in particolare il sottobosco fumettistico -anche se ristretto- è sempre stato particolarmente vivace.

Pur rappresentando una piccola percentuale dei reali lettori di fumetti, la piccola “minoranza rumorosa” del web ha sempre fatto sentire (in modo più o meno caciarone) la sua voce.

Fatto è che, a ben vedere, più di vent’anni dopo i primi passi sui forum a tema fumettistico, il nocciolo duro della communuty è ancora qui, attivo in vario modo, sia sui social che su altri canali della rete.

Quel che è cambiato radicalmente è il modo in cui la community si esprime. Nel corso degli anni (a mio modo di vedere) sono tre i canali preferenziali che si sono avvicendati nel dar voce ai fan dei fumetti: i forum (storicamente luoghi pioneristici in cui si sono formati i primi veri rapporti interni alle comunità), i blog ed i social. Andiamo un po’ più nel dettaglio. Continue reading Social vs forum vs blog

Ramarro, il primo supereroe masochista

ramarroE’ impossibile parlare di Ramarro senza parlare del suo creatore, quel Giuseppe Palumbo che tanto profondamente ha lasciato (e lascia ancora) il suo marchio nella scena fumettistica italiana.

L’autore ha oggi una gloriosissima carriera alle spalle, ancora ben lungi dalla sua conclusione, che lo ha portato a prestare la sua matita per il Martin Mystere di casa Bonelli e (più recentemente) per Diabolik, non rinunciando nel mezzo a lussuose puntatine in Giappone con Kodansha e come disegnatore collaborando con gente del calibro di Massimo Carlotto eGiancarlo De Cataldo.

Nel 1986 la scena fumettistica italiana aveva come reale protagonista la rivista Frigidaire. Sulle pagine di quello storico contenitore si sono alternate le firme di autori come Andrea PazienzaFilippo ScozzariFrancesco SparagnaStefano TamburiniTanino Liberatore e Massimo Mattioli.

Quell’anno un altro nome -che da lì a poco sarebbe diventato illustre- si gettò nella michia. Giuseppe Palumbo, ancora ventiseienne, con la sua creature più celebre: Ramarro, pubblicato dall’editore Primo Carnera di Milano sulla rivista Tempi Supplementari (gemella e vivaio della stessa Frigidaire). Continue reading Ramarro, il primo supereroe masochista

IL NEW 52 – COSA NE È RIMASTO? [pt.II gli eroi minori]

new 52 zeroStuzzicato dal buon vecchio compare di bloggate Emanuele, riprendo e proseguo il primo post sulle ceneri del new 52, parlando questa volta degli eroi minori e del trattamento che hanno ricevuto nella riscrittura dell’universo DC.

A ben vedere forse sono proprio gli eroi minori quelli che hanno preso le batoste più sonore dal rilancio. Sono quelli che si sono beccati il numero maggiore di twist, ripensamenti e cancellazioni. Ed il più delle volte è pure stato meglio così…

Sono molti i personaggi passati sotto il giogo del rimaneggiamento e la DC è riuscita a ricacciare in campo quasi da subito tutta una pletora di characters che da anni non avevano l’onore di una serie personale e che invece, tutto ad un tratto, si sono trovati nel gran mischione confuso dei 52 numeri 1.

Da Omac allo Straniero Fantasma, non è stato risparmiato quasi nessuno. Il risultato è stato il solito pandemonio post-reboot.

Già dopo Crisis in casa DC si era riusciti ad ingarbugliare così tanto le vicende dia lcuni personaggi (tipo Hawkman) da rendere tutto letteralmente incomprensibile (alla faccia del reboot semplificatore). Ovviamente con Flashpont sono riusciti a replicare!

Facciamo una carrellata veloce di qualcuno di questi poveri personaggi.

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I SUPER-EROI HANNA & BARBERA (PT. XII): FRANKENSTEIN JR

Frankenstein jrMi sono tenuto Frankenstein Jr come uno degli ultimi articoli di questa rubrica di proposito. Ho ricordi contrastanti di odio e amore nei confronti di questo cartone. Nel mio immaginario è indissolubilmente legato ai pomeriggi d0estate della mia infanzia, passati in montagna insieme ai nonni e pertanto per forza di cose ammantati da un’aura di felicità e beatitudine. Ciò nonostante non nascondo che anche ai tempi preferivo di gran lunga altri cartoni (fra cui gli stessi Impossibili che con Frankenstein Jr condividevano lo spettacolo).

Come scrivevo anche nel pezzo sugli Impossibili Frankenstein Jr. and The Impossibles è uno show prodotto dagli imperituri Hanna & Barbera nel 1966 ed andato avanti per due stagioni.

Il programma conteneva due segmenti degli Impossibili intervallati da un breve episodio del nostro robottone gigante per un totale di 18 episodi.

Di seguito vi propino la opening del segmento.

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E3: il mio best of

E3-microsoftLa prima parte dell’ E3, quella delle conferenze e delle presentazioni su palco, è armai finita ed insieme al buon Kiral del blog cugino Gameocracy si è deciso di stilare le nostre personali classifiche di cosa ci ha più impressionato (trovate il pezzo di Kiral a questo link).

Un E3 particolare quello di quest’anno con Microsoft e Sony che hanno quasi giocato a parti invertite. La prima ha portato su palco uno show impeccabile, frenetico e straripante di contenuti per la sua X-box. Certo, come molti fanno notare, i giochi presentati erano quasi tutti third party. Attenzione però, non è per forza una nota di demerito: vuol dire che gli sviluppatori terzi hanno mostrato una rinnovata fiducia verso l’ecosistema X-box e, soprattutto, che il colosso di Redmond ha cominciato a muovere tanti soldi per ringalluzzire quella fiducia. In parole povere ne vedremo delle belle nei prossimi anni. Non male per una compagnia che fino a poco fa tutti davamo in uscita dal settore videogiochi.

Sony al contrario ha presentato uno spettacolo lento e scialbetto. Ha confermato tutte le esclusive che già sapevamo in uscita (anche se mancano ancora un po’ di date). Ma, oggettivamente, se anche non ci fosse stata nessuna conference da parte di Sony non sarebbe cambiato nulla o quasi. Piccola nota a margine su Kojima: l’ennesimo video quasi nonsense su Death Stranding che alla fine mi ha fatto pensare soltanto “ma che [email protected]%%o ho visto?” un po’ di preoccupazioni me le fa venire. Comincio a convincermi che Konami alla fine potesse avere ragione.

Su Nintendo sorvolo. Il suo Direct non solo è stato nettamente inferiore a molti altri mostrati negli ultimi mesi, ma conferma apertamente la convinzione che alla grande N in fondo dell’ E3 gliene “frega-sega”. Continue reading E3: il mio best of

Thundarr the barbarian – I CARTONI DIMENTICATI DEGLI ANNI 80 [PT.18]

Di cartoni fantasy-fantascientifici negli anni 80 ve ne furono parecchi, specie dopo il grande successo dell’ He-man made in Filmation. Tante brutte copie spesso con poche idee originali. Eppure già prima che il principe Adam sollevasse per la prima volta la sua spada, un altro eroe con i capelli a caschetto da paggio di corte aveva già fatto la sua comparsa sui televisori americani: Thundarr il barbaro.

La serie è per molti versi originale ed inusuale anche per i criteri moderni. Creata da Steve Gerber e prodotta da Ruby-Spears Productions la serie durò ben due stagioni e fu messa in onda la prima volta il 4 di ottobre del 1980.

Nota importante è che fra i creatori del personaggio viene accreditato un certo Alex Toth che ormai conosciamo discretamente bene. In effetti una certa risonanza fra l’aspetto estetico di Thundarr e soci con le altre produzioni di Toth per la Hanna & Barbera  facilmente ravvisabile.

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GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: LA DEFIANT COMICS

defiant comicsLa vita non è sempre stata buona con il povero Jim Shooter. Dopo  aver fatto cose pregevoli e cose meno pregevoli in Marvel (e dopo aver fatto vedere a tutti che grandissimo stronzo sapesse essere), riuscì a farsi cacciare in malo modo anche dalla Valiant Comics (di cui era cofondatore). A dire la verità la questione in casa Valiant era più complicata di così e al riguardo sarebbe bene valutare le posizioni di entrambe le parti in causa (Shooter stesso e la Voyager comunications che deteneva le quote di maggioranza della Valiant), ma per il momento accontentiamoci su questa versione dei fatti.

Il punto è che nonostante le avversità, Il buon Jim decise di risalire in sella e riprovarci, fondando la Defiant Comics. 

Un nutrito gruppo di autori che lavoravano in Valiant seguirono Shooter in questa nuova avventura editoriale. In verità furono “gentilmente” invitati dal signor Valiant ad andare a lavorare altrove proprio a causa della loro vicinanza con Shooter, che li riassorbì prontamente nel suo nuovo staff.

Shooter strinse un accordo commerciale con la River Group che all’inizio lo portò alla produzione di figurine ma che in un secondo mmoento gli permise di pubblicare il primo titolo della sua nuova linea editoriale: Plasm.

Titolo sfigato che portò la Defiant Comics alla sua definitiva rovina già dalla sua prima pubblicazione (Plasm #0), ma ci arriviamo dopo.

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3 COSE SU SPIDER-MAN CHE FORSE NON SAPETE

SpideyOggi parliamo dell’Uomo ragn di Spider-man (niente, non riuscirò mai ad abituarmi), snocciolando qualche curiosità che magari potrebbe risultare nuova ai fan (perlomeno a quelli dell’ultima ora).

Di Spider-man ci sembra ormai di conoscere tutto, forti della sovraesposizione mediatica a cui il personaggio è stato sottoposto negli ultimi anni.

A furia di reboot e rilanci vari è andata a finire che perfino chi ha vissuto su Marte negli ultini 20 anni conosce a memoria la storia di Zio Ben e la sua massima “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Invece come spesso accade, dietro ai personaggi famosi dei comics si nascondono mille curiosità sempre carine da scovare.

Il vostro buon [email protected] è quì per svelarvi alcuni di quei segreti più o meno nascosti. Siete pronti?

Cominciamo!

La figlia di Peter e Mary Jane (May) sarebbe originariamente dovuta sopravvivere

Eravao nel bel mezzo degli anni ’90. Periodo in generale di stravolgimenti per tutte le testate super-eroistiche e Spider-man non era da meno. Nel bel mezzo della saga del clone, e per l’esattezza in Spectacular Spider-Man #220 (scritto da Tom DeFalco e disegnato da Sal Buscema con chine di Bill Sienkiewicz), cade sulla testa dei lettori una bella bomba, meravigliosamente annunciata da Mary Jane già dalla copertina.

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