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Pensierini su Injustice vs. He-Man and the Masters of the Universe

Injustice vs. He-Man and the Masters of the UniverseLa DC Comics ha annunciato l’uscita di una nuova miniserie (esclusivamente in versione digitale) incentrata sull’allegra compagnia di culturisti Eterniani capitanati da He-man, intitolata Injustice vs. He-Man and the Masters of the Universe.

Ora, oggettivamente ci sarebbe un gran poco da dire sulla notizia, ma ieri scherzandoci su ho provocato il buon MikiMoz dicendogli che ci avrei scritto su un articolo e quindi eccoci qua.

Come il titolo lascia supporre questa volta He-man dovrà vedersela con le versioni dei personaggi DC provenienti dall’universo alternativo di Injustice, un universo creato per la fortunata serie di picchiaduro sviluppati da NetherRealm Studios. In questa versione alternativa Superman è un despota che ha conquistato il mondo contro cui si oppongono tutti gli altri eroi.

La serie riporta in scena i MotU dopo il precedente cross-over con i Thundercats (di cui sto leggendo il volume e di cui riparleremo settimana prossima) e ci ripresenta il design classico dei personaggi, schifando l’ignobile aspetto presentatoci nella recente serie DC (alè!) ma ignorando purtroppo anche il gradevolissimo restyle fatto dai 4 Horsemen per la serie del 200x.

Ai testi troviamo Tim Seeley, ormai evidentemente a suo agio con i MotU mentre ai i disegni troviamo Freddie E. Williams II (autore che non mi ha mai entusiasmato, anche lui di ritorno sui personaggi dopo il crossover MotU/Thundercats sopracitato). Continue reading Pensierini su Injustice vs. He-Man and the Masters of the Universe

Stranger Things – la recensione arrivata tardi

Stranger Things è stato il fenomeno  delle ultime due stagioni televisive. Uno di quelli che salta fuori inaspettato e prende tutti di sorpresa, spiazzando pubblico e critica e generando un piccolo fenomeno di costume.

Quasi mai questi fortunati eventi televisivi riescono a sopravvivere al clamore che essi stesso hanno generato, a volte consumati dalla inevitabile mancanza di idee, a volte schiacciate dal peso delle aspettative.

Con la dovuta ovvia dose di ritardo il vostro buon [email protected], accompagnato dalla instancabile signora [email protected], si è compulsivamente pappato le due stagioni del serial ed è qui pronto a parlarne con voi. Due chiacchiere fra amici, cercando di evitare gli spoiler e astraendo il più possibile.

Salto subito al punto centrale della questione: mi è piaciuto Stranger Things? Si, molto. Vediamo il perché.

Il gioco della citazione

Come noto, Stranger Things è ambientato negli anno ’80. Lo sapete che già di suo questo per me è un valore aggiunto. Quali sono però le ovvie implicazioni di questo setting temporale? Semplice, si apre la caccia alla citazione. Continue reading Stranger Things – la recensione arrivata tardi

Antithesis – 4 chiacchiere con Jessica Marino


Ultimamente quando visito una fiera fumettistica il padiglione o l’angolo che mi attira più è quello delle autoproduzioni. Vuoi perché tutte le altre proposte le si possono rintracciare comodamente in fumetteria, vuoi per il piacere di conoscere faccia a faccia gli autori presenti, ma trovo che la freschezza che si ha modo di respirare fra questi giovani creativi difficilmente lo si possa trovare negli stand degli editori “maggiori”.

Fra i fumetti autoprodotti venuti  alla ribalta negli ultimi anni una menzione d’onore la merita senza dubbio Antithesis.

Una narrazione fresca ed uno stile di disegno raffinato quanto personale e definito caratterizzano questo fumetto che, giustamente, è stato notato e premiato con valanghe di premi e recensioni positive.

Se non lo avete letto vi consiglio caldamente di visitare il sito: il fumetto è presente sia online sotto forma di webcomic sia sotto forma di curatissimi volumi cartacei ordinabili dallo store interno.

Se poi vi trovate a fare un salto alla Self Area di Lucca comics fate una capatina nello stand dell’autrice (che di solito è facile da riconoscere perché sempre uno dei più affollati.)

Facciamo due chiacchiere con l’autrice: Jessica Marino

Presentati, chi sei, cosa fai e soprattutto perché lo fai?
Sono Jessica Marino e sono una ragazza casertana nata con la passione per la comunicazione e la narrazione visiva. Lavoro come graphic designer sia da free lancer che in agenzia pubblicitaria, e disegno storie a fumetti (storie sempre rigorosamente di mia invenzione 😛 ) dalla quarta elementare. Il perché non lo saprei dire, probabilmente per una cosa che gli autori di storie chiamano “urgenza narrativa”: un vero e proprio bisogno di raccontare le storie che ti arrivano in testa. Continue reading Antithesis – 4 chiacchiere con Jessica Marino

I SUPER-EROI HANNA & BARBERA (PT.VII): GLI IMPOSSIBILI

impossibili1Dopo una pausa Pasquale riprendiamo la carrellata sui super-eroi portati in televisione dal dinamico duo Hanna & Barbera parlando degli Impossibili!

Anche se stilisticamente molto lontani dagli altri personaggi che abbiamo trattato in precedenza in questa rubrica, gli Impossibili rientrano a pieno diritto nella categoria “super eroe” sia per caratterizzazione che per tematiche trattate.

La serie fu prodotta nel 1966 e trasmessa originariamente dalla CBS. Qui da noi in Italì ne ricordo con nostalgia i molteplici passaggi nei pomeriggi estivi sulle reti locali.

Degli Impossibili furono prodotti 36 episodi da 6 minuti ciascuno, “impacchettati” insieme ad un episodio di Frankenstein Jr in  un totale di 18 puntate facenti parte dello show intitolato Frankenstein Jr. and The Impossibles (lo so, non ve lo aspettavate).

Di seguito l’opening dello show

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4 chiacchiere con Paolo Lamanna

lamannaOggi completiamo la meravigliosa chiacchierata cominciata con Paolo Lamanna qualche giorno fa.  Dopo aver nostalgicamente parlato dell’avventura Unicorn scopriamo adesso qualcosa di più su uno degli artisti italiano più versatili e poliedrici!

Dicci qualcosa di te: come sei arrivato al mondo del fumetto e della grafica.
Sono un libero professionista, direi…da sempre! Ormai sono circa 20 anni che lavoro nell’ambito della creatività a tutto tondo.
Le mie passioni sono quelle che mi hanno spinto ad intraprendere questa carriera e a fare questo tipo di lavoro.
Fin da piccolo ho sempre adorato disegnare e provare a mettere su carta tutto quello che mi passava per la testa, inventavo storie,  disegnavo dei piccoli fumetti che poi tagliavo e spillavo!
La visione dei primi cartoni animati giapponesi segnò  definitivamente il mio “destino”! Rimasi totalmente folgorato da quell’universo, così dinamico, così incredibile ed anche eroico, molto differente da quello che si poteva vedere, o anche solo immaginare, sino ad allora!
Le storie, il montaggio, i disegni iper dinamici ed i principi morali ed etici che trasparivano da ogni episodio di Goldrake (Grendizer) e dei suoi successori (robotici e non ) si sono impressi a fuoco nel mio immaginario.
Parallelamente mi abbuffavo di fumetti Marvel e, ogni tanto anche DC, seguendo le gesta di Spiderman e soci e cercando, ovviamente, di riprodurre quei bellissimi disegni con i miei pennarelli!
Le cose poi sono andate avanti da sole, il fumetto è sempre stata la mia prima e grande passione, ho frequentato la Scuola del Fumetto di Milano e poi ho iniziato subito a lavorare per svariati editori. Continue reading 4 chiacchiere con Paolo Lamanna

Lo strano mondo di Minù – I CARTONI DIMENTICATI DEGLI ANNI 80 [PT.15]

minùPartiamo da un presupposto: se da piccoli non avete visto almeno una puntata dello strano mondo di Minù, anche solo per aspettare il cartone successivo o per inerzia dopo aver guardato quello precedente, siete di sicuro delle brutte persone. O quanto meno non la raccontate giusta.

Che io ricordi quello di Minù era (insieme a Memole) uno dei cartoni più pucciosi e tenerosi in circolazione. Il ché, in un momento storico in cui questa tipologia di cartoni non era troppo inflazionata in Italì, non era necessariamente un male. La seire era liberamente tratta dai romanzi di Alf Prøysen.

Stiamo parlando di una serie di nazionalità  giapponese composta in tutto di 130 brevi episodi  di circa 7-8 minuti ciascuno e raccolti in puntate di 25 minuti.

La serie fu prodotta nel 1983 dalla Pierrot con la regia è di Tatsuo Hayakawa e le musiche originali di Tachio Akano.

In Italia venne trasmessa per la prima volta nel 1985, se non erro in quel meraviglioso contenitore che era Ciao Ciao.

La sigla aveva i testi di G. Intra, A. Valeri-Manera ed era cantata da Cristina D’Avena, in una interpretazione che alle orecchie del me bambino risultava tanto delicata quanto mielosa (decidete voi se interpretare quest’interpretazione nel bene o nel male dato che io non mi sono ancora deciso). La ricordo anche e soprattutto per la inquietantissima bambina Liulai

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i due fumetti della vita: L’ Uomo ragno 47 e fantastici quattro 16 (Star comics)

ff16Ogni tanto al vostro buon [email protected] piace percorrere il viale dei ricordi. Oggi lo faccio ripensando insieme a voi ai fumetti che mi hanno cambiato la vita: L’ Uomo Ragno n. 47 ed i Fantastici Quattro n. 16 della Star Comics.

Nn sono stati i primi fumetti letti in vita mia (di Topolini e Grandi Classici Disney in casa [email protected] ne erano già entrati a bizzeffe), ma sono stati i fumetti che hanno avuto l’impatto più forte sulla mente del piccolo me.

Il massimo dell’esperienza che avevo in campo di fumetti avventuristici erano i mini comics allegati alle action figures dei Masters of the Universe e l’impatto con il fumetto super eroistico  nella sua incarnazione più pura è stato deflagrante.

Avrò avuto si e no 10 anni e con il piglio da rompicohoni di ogni bravo figlio convinsi mia madre a prendermi in edicola il primo dei fumetti in questione: Fantastici quattro n. 16.

Ovviamente conoscevo i FQ dai cartoni Hanna e Barbera che ciclicamente passavano (in maniera assolutamente casuale ed imprevedibile) sulle reti locali. Vederli trasposti su carta da un grande come John Byrne però aveva tutto un altro sapore. Leggendo l’albo poi la grande scoperta: nella storia stampata in quell’albo (la parte finale della trilogia di Galactus e Reed Richards) si palesava in tutta la sua magnificenza l’universo condiviso degli eroi Marvel. In poche pagine c’erano Vendicatori, Uomo Ragno, Doc Strange ed i Fantastici Quattro stessi.

Altra botta: la storia era drammatica, non aveva l’happy ending anzi, lasciava un retrogusto amaro di perdita…

Il Diavolo Rosso ed il Gigante di Giada

Finita la storia della prima famiglia Marvel mi trovai davanti un personaggio sconosciuto: Devil. I disegni sporchi di Frank Miller, le ambientazioni urbane e, ancora una volta, la trama inaspettatamente matura mi spiazzarono. Continue reading i due fumetti della vita: L’ Uomo ragno 47 e fantastici quattro 16 (Star comics)

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: BRAINTRUST E L’ UNI-VERSE

Negli anni 90 non soltanto negli States si percepiva il friccicore e la voglia di creare e tentare nuove strade editoriali.

Anche in Italia furono fatti alcuni tentativi di sondare il mercato super-eroistico. Tutti finiti in modo fallimentare ma a cui va lo stesso attribuito un valore sperimentale e seminale non indifferente. Accanto alla Phoenix ed alla Liberty di Ade Capone va sicuramente ricordata la Unicorn con la serie Braintrust, portabandiera di un universo fumettistico (l’ UNI-VERSE) studiato e pianificato ma che purtroppo ha avuto vita breve.

La peculiarità di questa produzione era che, nonostante provenisse da un piccolo editore indipendente, tentava coraggiosamente la strada della distribuzione in edicola, presentandosi con una stampa e con dei colori che non avevano nulla da invidiare alla gran parte delle produzioni statunitensi contemporanee. In pieno periodo di esplosione di Image e Malibu questo è a dir poco un successone.

In aggiunta a tutto questo ben di Dio, la serie poteva fregiarsi  di alcune copertine dalle firme altisonanti (come quella del grande Alan Davis) e di un background narrativo accennato ma sempre presente che lasciava intravedere una trama orizzontale di grande respiro, purtroppo mai pienamente esplorata.

Ho avuto la fortuna di poter fare due chiacchiere con Paolo Lamanna e Gianluca Panniello, due dei disegnatori della serie e quella che segue è l’intervista che ne è venuta fuori: Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: BRAINTRUST E L’ UNI-VERSE

GHOSTBUSTERS E DINTORNI: INTERVISTA ALL’ ED. FLAMIVAL

ghostbustersOggi si parla dei volumi italiani sui Ghostbusters. Perché esistono due volumi in Italiano sugli acchiappafantasmi, lo sapevate vero? No? Ok, in parte siete giustificati visto che l’editore che li propone, la ed. Flamival, è ancora molto giovane. Adesso però non avete più scuse e dovete correre a recuperarli.

Sulla qualità delle storie non mi esprimo (e comunque è altissima, con dozzine su dozzine di gradevolissime citazioni ai film ed ai cartoni) e vi rimando al blog di Arcangelo. Omniverso, sul quale potrete trovare una dettagliata recensione dei volumi.

Se sulle storie non anticipo niente, posso comunque dirvi con grande tranquillità che la stampa, la cura e la realizzazione dei volumi è impeccabile, con traduzioni fedelissime e ripsettosissime del linguaggio e del mood dei film.

Potete recuperare i volumi ni fumetteria attraverso i canali del distributore Star Shop o sul sito dell’editore (https://flamival.com/it/) dove è disponibile una interessante offerta combo sui due volumi.

Per conoscere un pochino meglio l’editore ho contattato Donatello Di Carlo, uno dei capoccia della ed. Flamival nonché traduttore dei volumi, che ha accettato di rispondere ad alcune domande. Ecco a voi l’intervista.

Ciao Donatello, – Presentati e presenta la ed FlamiVal per i nostri amici. Chi siete e cosa fate?

Ciao. La nostra casa editrice è diretta da Amandine, che è francese, e in parte anche da me, che sono italiano. Quindi, quando abbiamo deciso di intraprendere quest’avventura, ci è sembrato logico che i luoghi dove “operare” dovessero essere sia la Francia che l’Italia.
Per quanto riguarda il lato francofono della nostra casa, bisogna dire che oltre alla Francia siamo presenti anche in Belgio (in Vallonia, per la precisione), dove ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni. Continue reading GHOSTBUSTERS E DINTORNI: INTERVISTA ALL’ ED. FLAMIVAL

il New 52 – cosa ne è rimasto?

new 52Nel 2011 la DC shakerò con forza il suo universo fumettistico rebootando il tutto dopo un evento (Flashpoint) dal grande sapore di già visto e di generale meh.

Il risultato fu il New 52, sostanzialmente riassumibile in un versione cupa, violenta e tamarra della DC di un tempo.

A distanza di 7 anni cosa è rimasto di quella rivoluzione? In verità molto meno di quanto ci si possa aspettare.

Dopo la partenza a razzo ed un’accoglienza calorosa del mercato ma tiepida (se non freddina) della fanbase, sono seguiti anni di confusione.

La mancanza (cronica e diffusa nelle Major) di coordinazione editoriale e di un piano a lungo respiro  hanno caratterizzato le manovre editoriale in casa DC. La cosa si è tradotta in una lunga sequela di bruschi cambiamenti di condotta e, ovviamente, in tutta una serie di contraddizioni logiche e di continuity.

La verità è che, dopo anni portati avanti senza una vera direzione, qualche timido tentativo di reintegrare elementi dell’universo pre-Flashpoint (con l’evento Convergence) e un tentativo (purtroppo) fallimentare di svoltare verso una certa indipenddenza ed autorialità delle serie (con DC you), si è clamorosamente tornati indietro ad una visione più classica degli eroi DC.

Diamo un’ occhiata più da vicino ai cambiamenti più vistosi nei personaggi principali Continue reading il New 52 – cosa ne è rimasto?