Category Archives: Fumetti

Heroes in Crisis. Eroi in (una storia in) difficoltà

Ho letto Heroes in Crisis. Tutto, dalla prima all’ultima pagina. Alcuni numeri addirittura due volte.

L’ho fatto perché volevo capire se questa tanto discussa e famigerata saga fosse davvero così orribile come veniva descritta dalla massa internettiana inferocita.

Non solo, l’ho fatta perché amo Wally West e, indovinate un po’, questa storia ruota tutta attorno al velocista scarlatto.

Prima di cominciare a discuterne è necessario però un ovvio incipit: questo articolo contiene spoiler. Leggetelo solo se non ve ne frega niente o se siete al pari con la lettura del fumetto.

Dicevo all’inizio, aveva ragione la popolazione di Internet a scagliarsi contro Tom King, arrivando addirittura alle minacce di morte? La domanda ovviamente è retorica: no, era assolutamente in torto nei modi e nei toni. Però è vero che la storia mostra il fianco a numerose critiche ed è innegabile che dietro una grande maestria tecnica si nasconda decisamente poca sostanza.

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Tutti, ma proprio tutti, i Flash della DC comics

Chi mi conosce sa che uno dei miei personaggi preferiti è praticamente da sempre Flash. Mi sono appassionato alle avventure del velocista scarlatto fin da quando vidi la serie TV negli anni ’90 e da allora è stato impossibile staccarmene.

Ma si fa in fretta a dire Flash. Come spesso accade ai personaggi DC comics, sono stati in tanti a portare  quel nome e quel titolo. Quanti? Un fracco credetemi.

Cerchiamo di stilare una lista più o meno completa (lo so che qualcuno mi scapperà) di tutti i Flash ufficiali e alternativi della storia editoriale della DC Comics.

Entrano nella lista però soltanto i personaggi che hanno potato il nome di Flash, lasciando fuori Kid Flash vari ed il godzilliardo di velocisti che riempiono l’universo DC di lampi colorati.
Restano fuori anche molte delle future generazioni di Allen/West che per un motivo o per un altro hanno portato il nome Flash anche solo per un decimo di secondo (su di loro magari faccio un altro post in futuro.). Altra piccola note: ho deliberatamente lasciato fuori molte delle versioni alternative di Flash che sappiamo abitare le varie terre del Multiverso DC. Ho riportato solo la Flash di terra 33 perché rappresenta una variazione su tema un po’ più particolare rispetto alle altre.

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Pensieri sull’addio di George Perez al mondo del fumetto

Sabato scorso il mondo dei comics è stato colpito dall’annuncio del ritiro dalla scea di George Perez.

La notizia mette fine alle voci che ultimamente si stavano avvicendando riguardo le condizioni di salute del disegnatore che sempre più frequentemente aveva disdetto comparsate in varie fiere.

Inutile dire che un grande e giustificato sentimento di tristezza si è diffuso nella fanbase. Infatti, anche se è vero che le opere recenti di Perez sono state effettivamente poche, è innegabile il peso specifico che il suo lavoro ha avuto nel mondo del fumetto super eroistico.

Di seguito vi riporto le parole con cui il disegnatore ha salutato i suoi fan.

“In recent months, there has been a great deal of speculation as to the future of my career, my health, my ability to draw and my future convention appearances. As a result, I would like to clear up everything first hand so that, hopefully, any rumors, speculation and misinformation can be laid to rest.

With respect to future published work in comics and such … while I know it’s been no secret that I’ve been dealing with a myriad number of health issues (diabetes, heart ailments, vision issues, etc.) […] they have indeed forced me to, for all intents and purposes, formally retire from the business of creating new comic stories.”

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Il ciclo di Spider-man di Dan Slott

slottGià in passato ho parlato a diverse riprese del ciclo di Dan Slott su Spider-man. Ciclo lungo e articolato che adesso si è concluso e dopo una gestione più che decennale. E’ arrivato il momento di trarre le conclusioni.

Mi sono affrettato a leggere le storie conclusive della sua gestione. Correggo. Mi sono affrettato a leggere avidamente le storie conclusive della sua gestione.

Perché le storie di Slott mi sono piaciute, e pure tanto. Addirittura al punto di rappresentare -secondo il mio modo di vedere- un vero e proprio rinascimento del personaggio dopo decenni di gestioni stanche e affannate precedenti.

10 anni sono un periodo lunghissimo, specie per il mercato del fumetto americano dove ormai avere un team creativo stabile per più di dieci numeri sembra un’utopia anacronistica. Eppure il buon Dan fra alti e bassi ha tenuto le redini per tutto il tempo, portando avanti le sue storie con un unico motto: trasformazione.

Raramente nel corso del suo ciclo lo status quo di Peter è rimasto invariato per un periodo superiore all’anno: la Horizon e poi le Parker industries, Spider-island, Superior Spider-man, Spider-verse…un continuo giro sull’ottovolante sempre fresco e variegato ma legato da un filo coerente e costante di trama orizzontale che ha congiunto le diverse macrotrame. Continue reading Il ciclo di Spider-man di Dan Slott

Le 5 saghe più belle degli Avengers

AvengersL’altro giorno mi è caduto l’occhio su un vecchio post in cui stilo una classifica delle saghe che più mi sono piaciute a tema mutante.

Strano che non abbia fatto nient edi simile su altri personaggi ma mamma Marvel. Con tutto il ben di Dio che negli anni l’editore ci ha regalato c’è solo l’imbarazzo della scelta!

E allora facciamola sta listona và, che magari ci esce anche il risultato di andare a dare un’occhiate a dei piccoli gioiellini che non mi riguardo da tempo.

Per questa volta focalizziamoci sugli Avengers, visto che sono forti anche dell’ultimo (bel) cinecomics dei Marvel Studios.

Di roba di qualità sugli eroi più potenti della terra ce n’è una quantità impensabile e se prendessimo in esame soltanto gli anni ’70 e ’80 potremmo elencare tanta di quella roba da leggere da riempirci una vita.

Abbiate pazienza quindi se in questo tentativo di sintesi mi dimenticherò qualcosa e, semmai, integrate con le vostre liste o aggiunte!

Let’s begin!

5° posto: Avengers divisi

Avengers divisiLo so, come saga Avengers divisi è tutt’altro che perfetta. Tirata sotto molti punti di vista e strumentale per altri con evidentissimi buchi di sceneggiatura.

Nonostante questo non me la sono sentita di tenerla fuori da questa lista per l’innegabile valore storico che ha avuto. E’ stato il “la” della gestione Bendis che ha portato -ben prima che il gruppo venisse investito dagli onori cinematografici- gli Avengers ad essere la vera colonna portante dell’universo Marvel.

E non solo da un punto di vista narrativo ma anche come vendite! Se ci pensat eè un risultato non da poco visto che le testate vendicative non hanno mai davvero spiccato da questo punto di vista.

La saga poi è gradevole anche da un punto di vista artistico. David Finch, anche se ha la spiacevola abitudine di disegnare il mini-naso da Hulk a tutti i suoi personaggi, è sicuramente una garanzia in termini di dettaglio e spettacolarità.

Quindi che faccio, non glielo do il quinto posto honoris causa?

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Ramarro, il primo supereroe masochista

ramarroE’ impossibile parlare di Ramarro senza parlare del suo creatore, quel Giuseppe Palumbo che tanto profondamente ha lasciato (e lascia ancora) il suo marchio nella scena fumettistica italiana.

L’autore ha oggi una gloriosissima carriera alle spalle, ancora ben lungi dalla sua conclusione, che lo ha portato a prestare la sua matita per il Martin Mystere di casa Bonelli e (più recentemente) per Diabolik, non rinunciando nel mezzo a lussuose puntatine in Giappone con Kodansha e come disegnatore collaborando con gente del calibro di Massimo Carlotto eGiancarlo De Cataldo.

Nel 1986 la scena fumettistica italiana aveva come reale protagonista la rivista Frigidaire. Sulle pagine di quello storico contenitore si sono alternate le firme di autori come Andrea PazienzaFilippo ScozzariFrancesco SparagnaStefano TamburiniTanino Liberatore e Massimo Mattioli.

Quell’anno un altro nome -che da lì a poco sarebbe diventato illustre- si gettò nella michia. Giuseppe Palumbo, ancora ventiseienne, con la sua creature più celebre: Ramarro, pubblicato dall’editore Primo Carnera di Milano sulla rivista Tempi Supplementari (gemella e vivaio della stessa Frigidaire). Continue reading Ramarro, il primo supereroe masochista

IL NEW 52 – COSA NE È RIMASTO? [pt.II gli eroi minori]

new 52 zeroStuzzicato dal buon vecchio compare di bloggate Emanuele, riprendo e proseguo il primo post sulle ceneri del new 52, parlando questa volta degli eroi minori e del trattamento che hanno ricevuto nella riscrittura dell’universo DC.

A ben vedere forse sono proprio gli eroi minori quelli che hanno preso le batoste più sonore dal rilancio. Sono quelli che si sono beccati il numero maggiore di twist, ripensamenti e cancellazioni. Ed il più delle volte è pure stato meglio così…

Sono molti i personaggi passati sotto il giogo del rimaneggiamento e la DC è riuscita a ricacciare in campo quasi da subito tutta una pletora di characters che da anni non avevano l’onore di una serie personale e che invece, tutto ad un tratto, si sono trovati nel gran mischione confuso dei 52 numeri 1.

Da Omac allo Straniero Fantasma, non è stato risparmiato quasi nessuno. Il risultato è stato il solito pandemonio post-reboot.

Già dopo Crisis in casa DC si era riusciti ad ingarbugliare così tanto le vicende dia lcuni personaggi (tipo Hawkman) da rendere tutto letteralmente incomprensibile (alla faccia del reboot semplificatore). Ovviamente con Flashpont sono riusciti a replicare!

Facciamo una carrellata veloce di qualcuno di questi poveri personaggi.

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Britannia vol. 2 – la recensione

Britannia è una delle serie della Valiant più interessanti. Si distacca drasticamente dalle ambientazioni super-eroistiche abituali e si immerge furbescamente in un’ambientazione storica enll’antica Roma. Ambientazione che tuttavia serve soltanto come trampolino di lancio per trame dai risvolti magici ed esoterici.

Nel primo volume il protagonista ,Antonio Axia, riesce grazie alle sue innate doti investigative e grazie all’aiuto delle Vestali , ad avere la meglio  su una terribile mostruosità residente nella selvaggia Britannia. Sarà riuscito a tornare alla sua Roma, riconciliarsi con il figlio ed a vivere tranquillo il resto dei suoi giorni?

Ovviamente no, altrimenti non saremmo quì a parlarne

L’azione stavolta si sposta almeno parzialmente a Roma e la cosa non fa che donare ulteriore fascino alla trama. on so come mai ma l’Impero Romano, nonostante sia dotato di un indiscutibile fascino, raramente viene adeguatamente usato come ambientazione.

Ai testi troviamo il veterano Peter Milligan che fa un lavoro eccezionale nell’intrecciare una trama vivace e coinvolgente, che spesso concede spazio all’azione frenetica senza mai farla diventare confusionaria.

Il volume complessivamente scorre via veloce e godibile con momenti di grande coinvolgimento, come durante i giochi all’interno del Colosseo. Continue reading Britannia vol. 2 – la recensione

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: ITALIA XXII SECOLO

ITALIA XXII SECOLO examenEntrando in una fumetteria nel primo quinquennio degli anni ’90 si correva il rischio di rimanere traumatizzati. Ogni mese veniva pubblicata una mole immensa di materiale da parte di editori piccoli o piccolissimi che sgomitavano per cercare di conquistarsi un proprio spazio.

In parte si trattava di produzioni americane tradotte, ma in parte (come nel caso di Braintrust di cui abbiamo già parlato) avevamo a che fare con produzioni tutte italiane, che si collocavano in quella fascia grigia fra la produzione mainstream e l’autoproduzione.

La Phoenix Enterprise di Daniele Brolli ai tempi era una delle realtà editoriali più prolifiche ed ebbe il merito di tentare di creare il primo vero universo super-eroistico tutto italiano. Parliamo della linea ITALIA XXII SECOLO che dal 1994 inondò i negozi di fumetti con un gran numero di miniserie, fra le quali si nascondevano anche nomi importanti e perle (questa volta veramente) nascoste.
Le mini venivano stampate in un formato votato al risparmio (bianco e nero per sedici paginette) che permetteva di tenere basso il prezzo di copertina. I testi della prima wave di mini erano tutti dello stesso Daniele Brolli mentre i disegni erano affidati ad una nutrita schiera di autori giovani e meno giovani.
Alcune menzioni d’onore vanno fatte a tal riguardo ad EXAMEN disegnato da un esordiente ma già sgamatissimo Carmine di Giandomenico o alla SQUADRA TECHNO disegnata da tali Maurizio Rosenzweig e Giuseppe Palumbo. Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: ITALIA XXII SECOLO

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: IL COMICS GREATEST WORLD

comics greatest world xNei primi anni ’90 anche la Dark Horse tentò la carta dei super-eroi, dando alle stampe una linea di sotto il marchio del Comics Greatest World.

In realtà (come accadde per praticamente tutti gli universi narrativi proliferati all’inizio di quel decennio) si trattava di una operazione atta a cavalcare l’onda speculativa che in quel periodo stava gonfiandosi attorno al mercato del fumetto super eroistico e che da li a breve sarebbe scoppiata, portando il mercato ad un passo dalla definitiva implosione.

La leggenda narra che il progetto del CGW, portato avanti internamente alla Dark Horse da un gruppo creato appositamente e rinominato Team CGW (tutto in nome della creatività) fosse stato originarimaente concepito nel 1990.

La gestazione della linea editoriale risultò tuttavia oltremodo travagliata e ci vollero ben tre anni prima della reale pubblicazione dei primi albi.

L’universo fu introdotto con una breve storia pubblicata su Dark Horse Comics (che aveva l’intento di fare un poco da traino). Alla storia introduttiva fecero seguito quattro miniserie pubblicate con cadenza settimanale che avevano lo scopo di introdurre sia i principali personaggi dell’universo che le quattro città in cui erano ambientate le relative storie. Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: IL COMICS GREATEST WORLD