Category Archives: universi fumettistici

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: LA DEFIANT COMICS

defiant comicsLa vita non è sempre stata buona con il povero Jim Shooter. Dopo  aver fatto cose pregevoli e cose meno pregevoli in Marvel (e dopo aver fatto vedere a tutti che grandissimo stronzo sapesse essere), riuscì a farsi cacciare in malo modo anche dalla Valiant Comics (di cui era cofondatore). A dire la verità la questione in casa Valiant era più complicata di così e al riguardo sarebbe bene valutare le posizioni di entrambe le parti in causa (Shooter stesso e la Voyager comunications che deteneva le quote di maggioranza della Valiant), ma per il momento accontentiamoci su questa versione dei fatti.

Il punto è che nonostante le avversità, Il buon Jim decise di risalire in sella e riprovarci, fondando la Defiant Comics. 

Un nutrito gruppo di autori che lavoravano in Valiant seguirono Shooter in questa nuova avventura editoriale. In verità furono “gentilmente” invitati dal signor Valiant ad andare a lavorare altrove proprio a causa della loro vicinanza con Shooter, che li riassorbì prontamente nel suo nuovo staff.

Shooter strinse un accordo commerciale con la River Group che all’inizio lo portò alla produzione di figurine ma che in un secondo mmoento gli permise di pubblicare il primo titolo della sua nuova linea editoriale: Plasm.

Titolo sfigato che portò la Defiant Comics alla sua definitiva rovina già dalla sua prima pubblicazione (Plasm #0), ma ci arriviamo dopo.

Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: LA DEFIANT COMICS

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: ITALIA XXII SECOLO

ITALIA XXII SECOLO examenEntrando in una fumetteria nel primo quinquennio degli anni ’90 si correva il rischio di rimanere traumatizzati. Ogni mese veniva pubblicata una mole immensa di materiale da parte di editori piccoli o piccolissimi che sgomitavano per cercare di conquistarsi un proprio spazio.

In parte si trattava di produzioni americane tradotte, ma in parte (come nel caso di Braintrust di cui abbiamo già parlato) avevamo a che fare con produzioni tutte italiane, che si collocavano in quella fascia grigia fra la produzione mainstream e l’autoproduzione.

La Phoenix Enterprise di Daniele Brolli ai tempi era una delle realtà editoriali più prolifiche ed ebbe il merito di tentare di creare il primo vero universo super-eroistico tutto italiano. Parliamo della linea ITALIA XXII SECOLO che dal 1994 inondò i negozi di fumetti con un gran numero di miniserie, fra le quali si nascondevano anche nomi importanti e perle (questa volta veramente) nascoste.
Le mini venivano stampate in un formato votato al risparmio (bianco e nero per sedici paginette) che permetteva di tenere basso il prezzo di copertina. I testi della prima wave di mini erano tutti dello stesso Daniele Brolli mentre i disegni erano affidati ad una nutrita schiera di autori giovani e meno giovani.
Alcune menzioni d’onore vanno fatte a tal riguardo ad EXAMEN disegnato da un esordiente ma già sgamatissimo Carmine di Giandomenico o alla SQUADRA TECHNO disegnata da tali Maurizio Rosenzweig e Giuseppe Palumbo. Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: ITALIA XXII SECOLO

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: IL COMICS GREATEST WORLD

comics greatest world xNei primi anni ’90 anche la Dark Horse tentò la carta dei super-eroi, dando alle stampe una linea di sotto il marchio del Comics Greatest World.

In realtà (come accadde per praticamente tutti gli universi narrativi proliferati all’inizio di quel decennio) si trattava di una operazione atta a cavalcare l’onda speculativa che in quel periodo stava gonfiandosi attorno al mercato del fumetto super eroistico e che da li a breve sarebbe scoppiata, portando il mercato ad un passo dalla definitiva implosione.

La leggenda narra che il progetto del CGW, portato avanti internamente alla Dark Horse da un gruppo creato appositamente e rinominato Team CGW (tutto in nome della creatività) fosse stato originarimaente concepito nel 1990.

La gestazione della linea editoriale risultò tuttavia oltremodo travagliata e ci vollero ben tre anni prima della reale pubblicazione dei primi albi.

L’universo fu introdotto con una breve storia pubblicata su Dark Horse Comics (che aveva l’intento di fare un poco da traino). Alla storia introduttiva fecero seguito quattro miniserie pubblicate con cadenza settimanale che avevano lo scopo di introdurre sia i principali personaggi dell’universo che le quattro città in cui erano ambientate le relative storie. Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: IL COMICS GREATEST WORLD

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: IL NEW UNIVERSE

new universe star brandNel 1986 la Marvel tentò di dare una sferzata al mondo del fumetto introducendo il New Universe. O almeno questi erano i piani originali del padre putativo di questa linea editoriale, Jim Shooter.

In realtà quello del New Universe fu un esperimento mai del tutto realizzato, che nonostante si sia tradotto in un chiaro fallimento, ha lasciato molte tracce di se ancora oggi chiaramente riconoscibili.

Nel 1986 cadeva il venticinquesimo anniversario della Marvel ed in redazione si susseguivano i Brainstorming per cercare di trovare il modo di festeggiare adeguatamente la ricorrenza.

Il piano originale di Shooter era di far ripartire tutte le serie della grande M da zero, ambientandole in un mondo più realistico. La proposta venne cassata (anche se in un certo senso venne riutilizzata qualche decennio dopo dando origine agli albi Ultimate) e dalle sue ceneri originò il New Universe.

La particolarità di questa linea editoriale doveva essere la sua realisticità. Il mondo dei fumetti NU era il nostro. O almeno lo era fino al 22 luglio del 1986, data dell’ evento bianco che ha dato il via alle vicende dell’universo narrativo. Quindi niente isole o stati immaginari, despoti mitteleuropei e via dicendo. Inoltre il tempo doveva avere lo stesso passo nel mondo reale e nel NU Fra un numero e l’altro di ogni serie doveva passare davvero un mese ed un anno di pubblicazioni doveva coincidere con un anno dei personaggi (anche se questo punto fu in parte disatteso).

Motore delle storie era l’evento bianco. Un misterioso bagno di luce che donò senza particolari motivi super-poteri ad una minoranza della popolazione mondiale (gli individui potenziati vennero chiamati paranormali). Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: IL NEW UNIVERSE

GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: BRAINTRUST E L’ UNI-VERSE

Negli anni 90 non soltanto negli States si percepiva il friccicore e la voglia di creare e tentare nuove strade editoriali.

Anche in Italia furono fatti alcuni tentativi di sondare il mercato super-eroistico. Tutti finiti in modo fallimentare ma a cui va lo stesso attribuito un valore sperimentale e seminale non indifferente. Accanto alla Phoenix ed alla Liberty di Ade Capone va sicuramente ricordata la Unicorn con la serie Braintrust, portabandiera di un universo fumettistico (l’ UNI-VERSE) studiato e pianificato ma che purtroppo ha avuto vita breve.

La peculiarità di questa produzione era che, nonostante provenisse da un piccolo editore indipendente, tentava coraggiosamente la strada della distribuzione in edicola, presentandosi con una stampa e con dei colori che non avevano nulla da invidiare alla gran parte delle produzioni statunitensi contemporanee. In pieno periodo di esplosione di Image e Malibu questo è a dir poco un successone.

In aggiunta a tutto questo ben di Dio, la serie poteva fregiarsi  di alcune copertine dalle firme altisonanti (come quella del grande Alan Davis) e di un background narrativo accennato ma sempre presente che lasciava intravedere una trama orizzontale di grande respiro, purtroppo mai pienamente esplorata.

Ho avuto la fortuna di poter fare due chiacchiere con Paolo Lamanna e Gianluca Panniello, due dei disegnatori della serie e quella che segue è l’intervista che ne è venuta fuori: Continue reading GLI UNIVERSI FUMETTISTICI PERDUTI: BRAINTRUST E L’ UNI-VERSE

Gli universi fumettistici perduti: l’ Ultraverse

ultraverse primeQuella dell’ Ultraverse è una strana, brutta storia.

Gli anni ’90 furono un periodo vivace per il fumetto americano.

La nascita della Image e l’inizio della speculazione finanziaria basata sulle cover alternative ed i rilanci di serie avevano portato all’illusione che i fumetti indipendenti sarebbero stati il nuovo Klondike e che il mercato era sano e florido come non mai.

Nessuna delle due cose ovviamente era vera ed appena la bolla speculativa scoppiò lasciò il mondo dei comics molto più povero di quanto sembrasse.

Molti degli editori che si erano fatti avanti finirono con il cedere il passo (come fece la prima incarnazione della Valiant) e altri subirono un colpo da cui si ripresero a malapena (come la Image che per fortuna sopravvisse alla botta diventando con il tempo l’editore che conosciamo oggi).

L’Ultraverse intraprese un cammino differente. Fallendo miseramente. Cerchiamo di approfondirne la sfortunata storia per capire meglio cosa è successo.

Un poco di storia

Come sappiamo tutti, nel 1992 il mondo dei comics fu scosso dalla rottura rumorosa e rancorosa dei 5 fondatori della Image dalla Marvel. Originariamente i 5 transfughi progettarono di pubblicare le loro nuove serie sotto l’egida della Malibu Comics (ai tempi famosa soprattutto per i fumetti dei Men in Black).

I 5 poi optarono per iniziare l’avventura editoriale poggiandosi esclusivamente sulle proprie gambe, dando origine alla Image Comics. Continue reading Gli universi fumettistici perduti: l’ Ultraverse