Considerazioni sul reboot DC

Justice-League
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Da un po’ di tempo penso all’operazione condotta dalla DC Comics con il Reboot del loro universo fumettistico. Non lo nego, sono uno di quelli che è  amareggiato dalla nuova direzione intrapresa dalla casa editrice di New York. Molte cose non mi vanno giù: in primis non riesco a digerire che sia stato cancellato completamente con un colpo di spugna un personaggio come Wally West (vabbè, sono di parte), poi non mi piace la direzione presa da Morrison su Action comics, non mi piacciono i nuovi costumi (e non solo quello di Superman) che trovo esagerati e ridondanti, e così via.

Però non posso non fermarmi a pensare e a riflettere sul fatto che quel che sta accadendo non è affatto nuovo. E’ già successo con dinamiche più o meno simili 20 e rotti anni fa con Crisis.

E immagino che ache allora i lettori, se avessero avuto a dispoizione i forum e i social network, avrebbero fatto sentire il loro disappunto. Eppure le cose sono andate come sappiamo tutti: la DC ha continuato per la sua strada e ha pubblicato tantissimo materiale in questi anni, brutto e, altre volte, descisamente buono.

Sono pronto a scommettere che le cose andranno così anche questa volta. Il “nuovo” Barry Allen di uno dei prossimi scrittori di Flash magari diventerà per qualcuno quello che per me è stato il Wally West di Mark Waid…e forse a lamentarsi sono solo vecchi lettori che 20 e rotti anni fa hanno accolto con cuiosità ed ingenuità le nuove prospettive di un universo post-reboot e che oggi sono solo dei nerd inaciditi come me, troppo attaccati alle emozioni ed ai personaggi a cui si sono affezzionati per accogliere di nuovo con emozione le possibilità che si aprono in un universo fumettistico di nuovo “nuovo” (scusate il gioco di parole).

Il tempo è galantuomo e dirà la sua.

 

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