Le 5 saghe più belle delgli X-men

 Anche oggi il vostro buon [email protected] ha voglia di stilare una bella classifica.

E siccome sono pure in buona mi va di farlo su cose che mi sono piaciute, quindi ‘sto giro parliamo di X-men e delle saghe/story-arc/run che più mi hanno entusiasmato.

La scelta, anche stavolta, non è stata delle più semplici.

La storia editoriale degli X-men e disseminata di belle storie, alcune delle quali hanno letteralmente lasciato il segno nella storia dei comics.

Certo è curioso notare che le storie che ho scelto -su una personalissima scala di gusto personale- siano state prodotte quasi tutte in decadi passate e che poco o niente di quanto prodotto negli anni recenti sia a parer mio degno di reale attenzione.

Let’s begin!

5° posto: Inferno


Le disavventure della povera Madelyne Prior, sfortunato clone di Jean Grey occupano la quinta posizione.

Tanto per cambiare gli eventi originano da Ciclope e dal suo bravo comportamento da stronzo nei confronti della povera donna, vistasi bellamente abbandonata dal mutante dopo tanto di matrimonio e di figlio all’ennesimo ritorno dell’originale Jean Grey.

La saga ai tempi mi piacque molto anche se forse adesso è invecchiata un po’ male.

Ciò nonostante è ancor oggi uno dei megaeventi del sottobosco mutante meglio riusciti, a cui sono particolarmente legato (sarà forse perché è una delle prime storie che ho letto per intero e senza salti quando ho cominciato a seguire regolarmente il mensile degli X-men).

4°posto: Fenice nera


Questa storia in verità l’ho letta tutta insieme e come Dio comanda solo recentemente, con il secondo Omnibus sugli uomini X.

Come gran parte del materiale di Chris Claremont è invecchiata molto male a causa di un’eccessiva e pesante verbosità dei dialoghi.

Come gran parte del materiale di Chris Claaremont è anche una bellissima storia su dei personaggi tratteggiati e caratterizzati divinamente.

Valore aggiunto: è disegnata da un Byrne nei suoi anni di gloria (ben distante dalla sua attuale versione con il cervello in pappa) che dona grande plasticità alla narrazione.

La storia poi è un’importante punto di svolta e rappresenta il passaggio da ambientazioni cosmiche a dinamiche più terrestri e che hanno come perno i rapporti umani tra i vari personaggi.

Insomma, non può mancare nella libreria di un X-fan.

3° posto: Giorni di un futuro passato


Sempre ad opera della premiata coppia Claremont-Byrne un altro grandissimo pezzo di storia del fumetto.

Il capostipite fumettistico delle storie Marvel su paradossi temporali e futuri alternativi.

Pochi forse ricordano che per un breve periodo il futuro ipotetico di questa saga è stato il futuro ufficiale del Marvel Universe.

Ai tempi del defunto universo Marvel 2099 è stato infatti detto chiaramente che quelle vicende si svolgevano nella stessa linea temporale di questa saga.

Ovviamente al momento della chiusura della linea 2099 la Marvel è però tornata sui suoi passi è la storia di Giorni di un futuro passato è tornata a rappresentare solo uno dei futuri possibili.

2° posto: Massacro mutante


Scegliere di mettere questa storia “solo” al secondo posto è stata dura.

Ci troviamo infatti di fronte ad una delle mie storie preferite di sempre.

Il tono di tragica disperazione che si respira lungo tutti gli eventi è così opprimente da far temere il peggio dall’inizio sino alla fine.

Anche gli stravolgimenti dello status quo degli X-men alla fine della storia, oltre ad aprire la porta a nuove testate di indubbio valore come Excalibur, hanno portato una bella ventata di aria fresca ed un discreto rinnovamento nelle dinamiche interne di un gruppo che si è sempre caratterizzato per la sua mutevolezza.

Ancora oggi un must.

And the winner is:

1° posto: Gli X-men di Grant Morrison

Non sono un grande fan di Grant Morrison, anzi mi sta proprio sul coolo il suo stile pretenzioso e criptico, ma così criptico che spesso non ci si capisce una fava e c’è bisogno che sia lui a spiegare cosa  è successo.

Eppure bisogna prendere atto che i suoi X-men sono fra i migliori mai scritti e di sicuro i migliori dalla fine dell’epoca Claremont.

Il brusco e repentino cambio di direzione, la scomparsa dei costumi in favore di uniformi e giubbotti di pelle, le caratterizzazioni azzeccatissme di Ciclope ed Emma Frost sono solo alcuni dei punti di merito di questo ciclo.

Lo stile criptico di cui parlavo sopra poi, almeno in questa occasione, non è eccessivo e lascia il giusto spazio allo svolgersi della trama anziché cercare di sostituirla.

Un pezzo miliare della storia moderna dei comics



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