Pensieri sull’addio di George Perez al mondo del fumetto

Sabato scorso il mondo dei comics è stato colpito dall’annuncio del ritiro dalla scea di George Perez.

La notizia mette fine alle voci che ultimamente si stavano avvicendando riguardo le condizioni di salute del disegnatore che sempre più frequentemente aveva disdetto comparsate in varie fiere.

Inutile dire che un grande e giustificato sentimento di tristezza si è diffuso nella fanbase. Infatti, anche se è vero che le opere recenti di Perez sono state effettivamente poche, è innegabile il peso specifico che il suo lavoro ha avuto nel mondo del fumetto super eroistico.

Di seguito vi riporto le parole con cui il disegnatore ha salutato i suoi fan.

“In recent months, there has been a great deal of speculation as to the future of my career, my health, my ability to draw and my future convention appearances. As a result, I would like to clear up everything first hand so that, hopefully, any rumors, speculation and misinformation can be laid to rest.

With respect to future published work in comics and such … while I know it’s been no secret that I’ve been dealing with a myriad number of health issues (diabetes, heart ailments, vision issues, etc.) […] they have indeed forced me to, for all intents and purposes, formally retire from the business of creating new comic stories.”

L’uomo della Crisi e del guanto

Nel corso degli anni George Perez ha legato il suo nome a tanti cicli famosissimi dei maggiori gruppi Marvel e DC. Basti pensare alla sua fortunata run sui Titans (gruppo praticamente rilanciato nell’olimpo dei grandi da lui e da Marv Wolfman), al suo ciclo sulla Justice League (in un certo senso il suo battesimo del fuoco). Per non parlare delle tantissime storie degli Avengers che ha immortalato in svariate fasi della sua carriera.

Ma la particolarità del buon George è un’altra. Non è un mistero che l’autore amasse disegnare tavole piene zeppe di particolari e. soprattutto, di personaggi. Proprio alla luce di questa sua peculiaratà la sua matita è stata chiamata ad illustrare alcuni dei passaggi più importanti della storia del comics americano.

L’esempio più lampante è Crisis on Infinite Earths, il padre di tutti i mega cross-over, integralmente illustrato da Perez e ancora oggi esempio di stile e storytelling inarrivabile.

Non contento, l’autore qualche anno dopo si replicò per la concorrenza dando forma (insieme a Ron Lim) al crosso-over cosmico Infinity Gauntlet, recentemente tornato sotto i riflettori grazie al MCU.

Ma la capacità di disegnare centinaia di personaggi a tavola ha trovato forse la sua massima espressione nel semi dimenticato Avengers-Ultraforce. Grazie all’espediente grafico di inserire soltanto parti del corpo dei personaggi, è stato in grado di creare quello che probabilmente è a tutt’oggi il più grande crossover intercorporativo del mondo dei fumetti.

Un vero titano

Purtroppo quello che ci ha salutato professionalmente non è soltanto un grande autore dalla carriera lusinghiera. E’ stato un vero e proprio pilastro, uno di quelli che è stato in grado di lasciare un segno indelebile nell’industry.

Uno degli ultimi.

Uno di quelli che sarà difficilmente sostituibile in un panorama come quello moderno dove i giovani disegnatori vengono bruciati come fossero doppioni delle figurine dei calciatori, prima ancora di avere la possibilità di dimostrare vero valore.

E con questo per oggi è tutto. Qui [email protected], passo e chiudo.

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Emanuele Di Giuseppe | <span class="wpdiscuz-comment-count" style="font-size:11px">85 comments</span>
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Meglio ritirato che scomparso, anche se c’è poco da addolcire la pillola.
Non ho mai amato le sue tavole pregne, probabilmente per un mio problema, dato che passo i minuti a osservare quelle semi vuote, quindi leggere un fumetto disegnato da lui per me significa perdere ore, se non giorni!

Magico | <span class="wpdiscuz-comment-count" style="font-size:11px">1 comments</span>
Ospite
Magico | 1 comments

Capisco perfettamente che problemi di sapute gli precludano di disegnare un fumetto ad uscite regolari, ma spero sempre che faccia comunque qualcosa per conto suo, magari ci mette 5 anni, ma prima o poi lo vedremo ancora in stampa.