Recensione Transformers Wheeljack Generations

Il primo transformers (di quelli che originariamente erano diaclone) che mi fu regalato da piccolo fu Wheeljack. Alcune cose mi colpirono subito molto favorevolmente come i colori e gli sponsor presenti sulla forma di automobile del rebot (bianco rosso e verde con il logo dell’alitalia!) ed il fatto che il buon Wheelie era il cervellone del gruppo di passeggeri originali dell’Ark.

Il Wheeljack G1 non ha mai brillato per bellezza...
Il Wheeljack G1 non ha mai brillato per bellezza...

D’altro canto era innegabile che la versione robot era davvero bruttarella…basso, tozzo, con dei braccioni scimmieschi e delle gambe che bisognava avere molta fantasia per definirle tali…Il robot insomma era ben lontano dall’essere almeno simile alla sua controparte animata (che non era neanche una delle più fighe fra tutte -vedi Jazz ad esempio che ha sempre lasciato tutti anni luce indietro-).

Una pezza a tutto ciò la metto il Wheeljack della linea Generations(che segue le Henkei, classic, reveal the shield e via dicendo). In pratica L’AF è una rivisitazione in chiave moderna del classico giocattolo di 20 e passa anni fa.

Inizialmente ero un po’ titubante su questo Wheelie per una serie di motivi:
  • è una release della Hasbro (che generalmente sono inferiori rispetto a quelle della Takara);
  • visto l’orribile effetto panna sporca del bianco della carrozzria del reveal the shield Jazz ero  preoccupato della resa finale del modello automobile che è quasi completamente bianco, appunto;
  • Wheeljack è basato sul mold Tracks, il chè non è in se un male, solo che speravo in qualcosa di originale.

Wheeljack generations
...ma il nuovo Wheeljack si rifà ampiamente!

Invece, giocattolo alla mano, ho dovuto ricredermi ampiamente!

Per cominciare è simile a Tracks ma non del tutto uguale, con alcune parti e trasformazioni abbastanza lontane dal modello “padre” (soprattutto nella parte delle gambe) ed in più i riferimenti al modellino G1 sono evidenti ed innegabili (ad esempio il lanciamissile, che è la pistola di Tracks, può essere montata sulla spalla di Wheelie con un riferimento all’ “induttore magnetico” dalla coninuity G1 -nell’episodio ” I Dinorobots disertano”.

I colori poi sono semplicemente perffetti: lo schema è quello classico ed il bianco è davvero splendente.

La posabilità è buona ma non eccezzionale, ocn le braccia un poco limitate nel movimento di rotazone e le gambe un po’ ingolfate dalle dimensioni. Nel complesso però il modellino è ben proporzionato e dà una buona sensazione di rocciosità (rimane sempre un po’ bassino rispetto agli altri autobot, come la controparte G1 daltronde).

Una delle cose che mi ha fatto impazzire di questa AF è la scultura della testa: signori questo è Wheeljack!

Altro punto a favore: in verisione automobile, specialmente nella parte frontale, le similitudini con il modello d’auto originale (una Lancia Stratos Tubo) sono davvero notevoli.

In sostanza un’ ottimo acquisto specie per chi, come me, è da sempre affezzionato ad un personaggio che ha avuto poca fortuna sia nel cartone che nella resa dei precedenti modelli.

Metto un po’ di foto nell’aticolo. Potete ritrovarle comunque tutte nella nuova pagina “Action Figures” che trovate in alto sulla barra 😉

In conclusione:

Indice di fighitudine: 8/10 (tutto meritato)

 

Auto mode

 

Wheeljack
Robot mode

 

 

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