Recensione Wonder Woman-Freccia Verde n.1 (new 52) LION

Wonder Woman Freccia verde cover

Lo dico subito così ci togliamo il pensiero: fra tutti i nuovi spillati proposti dalla Lion questo Wonder Woman-Freccia Verde è il più deboluccio.

Non tanto per l’assortimento dei personaggi quanto per la qualità complessiva delle storie che è, ad essere gentili, altalenante.

La decisione di destinare questa testata al solo mercato delle fumetterie mi sembra assai saggia.

Difficilmente avrebbe potuto dire la sua in edicola, dove sarebbe inevitabilmente finita soffocata da altri titoli dotati di ben altra forza.

Anche in fumetteria ad essere sincero vedo abbastanza in forse il suo futuro, però trovo degno di ogni elogio il tentativo della Lion di portare avanti una politica basata sugli spillati e sulla varietà di personaggi proposta.

Non mi stanco mai di ripetere questa mia opinione anche quando la mia fumettara mi sbatte in faccia la triste verità che in fumetteria gli spillati non si vendono e l’unica cosa ad attirare i lettori sono i TP. I Tp mi fanno paura per quello che rappresentano: l’allontanamento del lettore occasionale dal mercato del fumetto e la progressiva ghettizzazione dei lettori di fumetti in fumetteria.

Finita questa breve digressione andiamo ad analizzare una per una le storie che compongono questo primo numero.

Le storie

Dpo un primo momento di imbarazzante perplessità da parte della DC sulla lunghezza del costume di Diana post reboot, ci possiamo finalmente avvicinare alle nuove avventure dell’amazzone firmate da Brian Azzarello e Cliff Chiang.
wonder woman pants vs no pants
Storia introduttiva nel complesso interessante. I riferimenti al mito sono evidenti ma contestualizzati al presente anche grazie allo stile di disegno. Di Wonder Woman si vede poco (nonostante venga sventolata una sua tendenza al dormire nuda) per cui si può dire con difficoltà in cosa si discosti dalla versione classica (anche se non viene fatto alcunissimo riferimento alle origini tradizionali).
Freccia Verde, scritto da J.T. Krul e disegnato da Dan Jurgens è un po’ l’anello debole della testata.
Green arrow
Un personaggio affascinante e sfaccettato quale l’ Oliver Queen pre reboot viene adesso appiattito a semplice macchietta ereditata alla buona dal Freccia Verde del televisivo Smallville.
Una tristezza sotto tutti i punti di vista.
Fury of the Firestorm è invece una storia senza infamia nè lode scitta da Ethan van Sciver e Gail Simone e dignitosamente disegnata da Yildiray Cinar.
Vengono introdotti i nuovi (al plurale) Firestorm che hanno un’origine molto diversa dalle classiche pre reboot.

L’incappucciata

Fa ovviamente capolino anche in quest’albo l’ncappucciata.
Wonder Woman

Freccia verde

 

Firestorm

 

Il reboot

Per Wonder Woman c’è ancora poco per giudicare, ma Green Arrow e Firestorm sono stati sicuramente colpiti in modo intenso dal reboot.
Mentre il rpimo è stato semplicemente ridotto al clichè televisivo di Smallville (è scomparso anche il pizzetto di cui rimane soltanto un timido accenno) il secondo è stato radicalemente modificato.
Eliminato dall’equazione il professor Stein adesso Firestorm non è più formato dalla fusione di due persone. Vi sono bensì due Firestorm (Ronnie Raymond e Jason Rutsch) che si fondono per dare vita ad un grosso e rabbioso Firestorm/Hulk.
Per oggi è tutto, a domani per l’atteso Justice League!

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