Un tuffo negli 80 – Captain Power

Captain PowerCaptain Power, uno dei personaggi più fantomatici e misteriosi del finire degli anni 80 sta per tornare e per celebrare l’evento non posso che scrivere un bell’articolone cercando di sviscerare a dovere l’argomento!

Capitan Power e i combattenti del futuro (originariamente Captain Power and the Soldiers of the Future), conosciuto da noi anche semplicemente come Capitan Power, è un telefilm di fantascienza composto in tutto da 22 episodi (unica stagione), nato come coproduzione Canadese-americana e trasmesso tra il 1987 e il 1988.
La serie fu prodotta dalla Landmark Entertainment Group e fu creata da Gary Goddard e Anthony Cristopher. Alla scrittura delle storie troviamo un certo J. Michael Straczynski, che ne era di fatto l’head writer (J Michael Stracchino, per chi non lo sapesse, è una nostra vecchia conoscenza che aveva già alle spalle diversi script  di episodi della serie Filmation su He-man e che successivamente avrebbe scritto la mitologica Babylon 5 e fumetti di un certo peso come Rising stars, Midnight Nation, Thor e the Amazing Spider-man ).

La serie fu trasmessa da noi dalla indimenticata Odeon TV. Come tradizione del vostro buon [email protected], di seguito trovate l’italica sigla.

La storia…

Le vicende sono ambientate nel 22esimo secolo dove, a seguito delle metal wars originate dalla ribellione delle macchine, Captain Power ed un pugno di soldati (i Soldiers of the Future del titolo) sono impegnati nel tentativo di  salvare l’umanità superstite dal dominio delle macchine. La particolarità dei nostri eroi è l’essere armati con potenti esoscheletri, comodamente (e coreograficamente) attivabili al grido “Power on!”.

Una seconda stagione venne proposta e parzialmente scritta ma mai realizzata.

…e gli ammiccamenti

La serie venne sceneggiata in maniera furbetta inserendo nel contesto della trama principale plurimi plot romantici con svariati momenti di tensione sessuale sparsi qua e la, giusto per dare un contentino ai genitori che guardavano lo show insieme ai figli.
Anche la morte violenta, di uno dei protagonisti fu un discreto elemento di rottura per i tempi.

La cancellazione

Proprio questo volersi porre come ponte fra un pubblico adulto ed un pubblico di bambini fu la principale causa dell’insuccesso della serie.

La sua natura dark e violenta finì con il far allontanare il pubblico di bambini, i cui genitori reputarono lo spettacolo non adeguato alla loro fascia d’età. Contemporaneamente quello stesso pubblico adulto snobbò lo spettacolo reputandolo troppo infantile.

Il fatto che la produzione di ogni singola puntata fosse quanto mai esosa ovviamente non aiutò.
Anche la poverissima ma pubblicizzatissima interattività fra lo show ed i giocattoli (ci arriviamo)alla fine ebbe l’unico effetto di alzare i costi di produzione senza un effettivo ritorno economico.
La seconda stagione era già stata pianificata e avrebbe dovuto esplorare il lato umano di Power e la sua reazione alla morte del compagno ed al peso del comando divenuto ormai insostenibile ma, come è ormai palese, non vedremo mai nulla di realizzato al riguardo.

I giocattoli e l’interattività

Esperimento unico nel suo genere, la particolarità della serie consisteva nell’interattività tra telefilm e merchandising: le action figure in vendita nei negozi reagivano agli impulsi audio e video trasmessi durante la serie televisiva promettendo una interattività simile ad un videogioco durante la trasmissione delle puntate. Il tutto ovviamente si rifletteva sul costo di produzione dei giocattoli che risultarono essere particolarmente cari per l’epoca.

Ricordo che guardando le pubblicità desiderai ardentemente i giocattoli in questione sognando chissà quali scontri diretti contro la TV, ma che proprio per il prezzo proibitivo non attenni mai nessuno dei pezzi richiesti. E per fortuna! Per quel che mi risulta (ma contraddicetemi pure se avete informazioni diverse) la diversa frequenza di trasmissione dei televisori europei rendeva del tutto inefficaci i principi (già di loro abbastanza risicati) di interattività dello show, rendendo i giocattoli a tutti gli effetti dei costosissimi pezzi di plastica.

Resta comunque il fatto che le AF e i mezzi (tutti prodotti dalla Mattel)erano oggettivamente tutti molto belli, come un po’ tutto il design sia della serie in sé che del merchandise che le girava attorno.

La rinascita: Phoenix rising

E’ notizia recente (2016) che un bel reboot della serie farà presto capolino sui nostri televisori.

Questo è l’incipit con cui la serie è stata annunciata

 

Fifteen years after humanity has lost a devastating war against an Artificial Intelligence called Overmind, Jonathan Power — the son of the man who caused that war – learns the truth about his father, and discovers a new type of battle armor that will enable a small, mismatched team of soldiers and civilians to fight back against the robotic armies of the New Order. The Phoenix Technology underlying the virtually impregnable new suits augment their wearers’ speed and strength, allowing hu­mans to fight robotic soldiers on equal terms. But at what cost? The New Order’s goal is to create the next stage in human evolution: Transhumans, a blending of biology and technology that becomes something greater than its parts. But isn’t that what the Suits are? Have Jonathan and his team become the very thing they’ve sworn to fight? As Jonathan Power embarks on his hero’s journey to learn the whole truth about his father, himself, and his world, not all of his battles will be fought in the land, sea, and air. Power will come to learn that the hardest battles of all will be fought within the hearts and minds of his own soldiers and himself.

questo è il trailer della nuove serie…

Sicuramente ritorneremo a parlare del buon capitano in occasione dell’uscita della nuova serie…

Vedremo cosa ci riserva il futuro 🙂

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Umh, 2016 e non ci sono altre nuove notizie?
Cooomunque, verissimo quel che dici sui giocattoli: non so se dipendesse dalle frequenze diverse ma ovunque ho letto che NON funzionavano… ahaha! Quindi, comunque, era pubblicità ingannevole, per quanto l’idea di interazione fosse una figata.

Moz-

Emanuele Di Giuseppe
Member

Non credo di averlo mai visto, però gagliarda l’idea dei giocattoli interattivi, sarei impazzito da piccolo, sia per averlo che dopo aver riscontrato il non funzionamento!